Castagnata

ospitale

Ricordo agli amici di Bondeno e dintorni che domani 20 novembre dalle ore 11 grande castagnata ad Ospitale, nell’ex supermercato davanti alle scuole … e oltre alle caldarroste anche pincini e frittelle !! 😋😋

Marco Dondi

Scortichino

CORTICHINO- E’ prevista per sabato 19 novembre a Scortichino una serata dedicata ai sapori perduti: ovvero un percorso degustativo nella cucina povera ferrarese.

La serata è in programma a partire dalle 19,30 allo stand gastronomico allestito presso il campo sportivo di Scortichino.

Il servizio sarà a buffet con menù fisso al costo di 20 euro, bevande escluse.

Si potranno assaporare i piatti tipici di un tempo come le frittelle, la panada, la minestra di sughi poveri, la trippa, le cotiche con i fagioli, l’aringa con la polenta e altre succulenti sorprese.

I vini, altrettanto semplici, saranno un rosso e un bianco che per lo più si bevevano nell’Alto Ferrarese. Si potrà mangiare a volontà e ci si accomoderà in tavolate informali, anche per favorire la convivialità tra i partecipanti.

Scoprire e riscoprire i sapori perduti è lo scopo di questa ennesima iniziativa gastronomica indetta e organizzata dalla società sportiva Nuova Aurora.

La cucina di un tempo ha nutrito e sfamato tutte le generazioni, per lo più povere, che hanno vissuto nelle nostre terre fino agli anni del boom economico. I piatti erano composti da materie prime tanto nobili per origine, animale o vegetale che fossero, ma spesso povere.

Con la loro fantasia e maestria le razdore di un tempo hanno ideato minestre e pietanze dai sapori e profumi assolutamente  originali, che spesso si differenziavano da cucina a cucina: pur nella stessa tipologia da razdora a razdora.

Una vera e propria asta che si è tramandata per generazioni. Una cucina che rischia  l’oblio  al punto di essere diventata  una vera e propria biodiversità  da tutelare e soprattutto da divulgare.

Ecco il perché di questo evento che mette al centro della tavola alcuni tra i preparati più poveri conosciuti ma consumati sempre meno e quasi sconosciuti ai giovani.

Per partecipare alla serata si consiglia la prenotazione, vista la disponibilità di poco più di un centinaio di posti, contattando in numeri 3484204453, 3333823616 e 3283013335

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Treccani scuola

Carissima docente, carissimo docente, ti diamo il benvenuto sulla nuova piattaforma del Club dei docenti di Treccani Scuola, la community online dedicata ai docenti e dirigenti scolastici.

Ti ricordiamo il prossimo appuntamento con il Club dei docenti:
🗓️ Giovedì 17 novembre
🕐 Ore 17.00
🎙️Interviene Amir Issaa, rapper e produttore discografico italiano, membro del collettivo Rome Zoo

✅La partecipazione all’evento rilascia un attestato di partecipazione valido per la formazione in servizio del personale della scuola, che potrai scaricare autonomamente nella sezione “I tuoi attestati

La funivia di San Luca

Negli anni ’70 la società di gestione si era molto indebitata, a causa dei lavori di revisione e adeguamento alle nuove norme, e il numero dei passeggeri non riusciva a coprire le uscite. L’ATC, che dal 1975 gestiva il trasporto pubblico in città, si rifiutò di subentrare per non doversi accollare i debiti per la nuova linea dei bus, e quindi il 7 novembre 1976 fu l’ultimo giorno di servizio per la funivia che in seguito fu smantellata.

Le strutture che facevano parte della funivia sono ancora riconoscibili: la stazione a monte è abbandonata, ma ben visibile vicino al santuario, così come il pilone. La stazione a valle è stata trasformata in condominio, ma senza alterarne significativamente la struttura. La zona di Bologna nei pressi della stazione a valle è tuttora chiamata Funivia, proprio per la storica presenza di questo impianto.

Caratteristiche

La funivia era un impianto del tipo “va’ e vieni”, con una lunghezza di 1328 m; superava un dislivello di 220 metri. Le cabine avevano una portata di 20 persone e la velocità era di 3,6 m/s, portata nel 1950 a 4,5. La stazione a monte era raggiunta con due campate, sorrette da un unico pilone di cemento alto 25 metri. Caratteristica peculiare della funivia era l’assenza delle “fosse” per le cabine nelle due stazioni a causa della limitata pendenza delle funi.

da wikipedia

Quando frequentavo l’università io prendevo la linea 17, ma c’era ancora la linea 21 per san Luca

Vittorio Cini – L’ultimo doge

Mostre

La mostra a Palazzo Bonacossi costituisce un omaggio a Vittorio Cini (1885-1977), definito da Indro Montanelli «l’ultimo Doge di Venezia». Attraverso le opere di ventisette artisti viene evocata la vicenda umana e professionale di questo illustre ferrarese, protagonista della storia economica, politica, sociale e culturale italiana del Novecento

Immagine dell'evento

La mostra costituisce un omaggio a Vittorio Cini (1885-1977), definito da Indro Montanelli «l’ultimo Doge di Venezia». Attraverso le opere di ventisette artisti viene evocata la vicenda umana e professionale di questo illustre ferrarese, protagonista della storia economica, politica, sociale e culturale italiana del Novecento. Numerosi lavori insistono sui luoghi nei quali lasciò un segno indelebile, come Venezia, sua città di adozione, e Roma, dove fu commissario dell’Esposizione Universale prevista per il 1942; altri rinviano alle iniziative imprenditoriali e alla sua vita privata. Dai diversi spunti forniti dagli artisti che hanno indagato la «geografia ciniana» emerge «un DNA creativo e civile, progettuale ed estetico che condiziona e rende evidente, in modo lampante, il senso moderno della civiltà italiana» (Marco Di Capua).

Dove

Palazzo Bonacossi – Via Cisterna del Follo, 5 – Ferrara

Quando

Dal 12 novembre 2022 al 26 febbraio 2023

Orari

Venerdì 15.00–18.30; sabato e domenica 10.30–18.30

La prenotazione è consigliata: >>> Sito prenotazione musei

Url dell’evento

https://www.artecultura.fe.it/2081/

Tariffe

Ingresso gratuito
Prenotazione facoltativa: https://www.comune.fe.it/prenotazionemusei

Contatti

Ufficio Informazioni e Prenotazioni Mostre e Musei C.so Ercole I d’Este, 21

phone 0532 244949 (Chiuso sab. e festivi)

maildiamanti@comune.fe.it

web sitehttp://www.palazzodiamanti.it

Accessibilità

Non accessibile per persone con disabilità motoria per la presenza di 6 gradini all’ingresso principale; l’elevatore è in manutenzione

ima modifica 07/11/2022 12:30 Ricerca eventi Tipologia

Acqua (calendario)

Paolo Gotti presenta il nuovo calendario 2023ACQUA. Il futuro del pianetaTesto alternativo
L’acqua è democraziaNelson Mandela  Dalle vigorose cascate islandesi alle acque tobide del grande fiume Niger, passando per le imponenti centrali geotermiche del nord Europa fino ai mercati galleggianti thailandesi, e molto altro. Per il suo calendario 2023, dal titolo ACQUA. Il futuro del pianeta, il fotografo Paolo Gotti ha selezionato alcuni scatti iconici tratti dal suo sterminato archivio per illustrare uno dei temi cruciali dell’epoca contemporanea: la tutela dell’acqua,la nostra risorsa più preziosa, che ricopre la superficie del pianeta per circa il 70%. Simbolo di purezza e rigenerazione, è capace di mutare, adattarsi alle circostanze, aggirare gli ostacoli che incontra, dalla sorgente e per tutto il tragitto che le permetterà di defluire verso il mare, in una sequenza che si delinea come un processo in continua trasformazione.   L’acqua è l’origine della vita, elemento imprescindibile per ogni essere vivente ma risorsa limitata da preservare con coscienza: l’acqua dolce rappresenta, infatti, solo il 2,5% del totale, la maggior parte intrappolata in ghiacciai e nevai. Ne rimane una percentuale molto bassa nei fiumi, nei laghi, nelle falde acquifere e nell’atmosfera a nostra disposizione, mentre il suo consumo continua ad aumentare, di pari passo con la crescita della popolazione mondiale. Nell’ultimo secolo il consumo di acqua è più che raddoppiato rispetto ai tassi di crescita della popolazione, anche per il fatto che tutte le attività economiche dipendono dall’acqua. L’acqua rappresenta dunque uno dei problemi più seri dei nostri giorni e fonte di guerre di accaparramento.   Non stupisce che la maggior parte della popolazione mondiale non abbia accesso a risorse idriche adeguate. A livello globale ci sono 3,2 miliardi di persone di persone colpite dalla scarsità d’acqua, 1,2 miliardi in maniera estrema. In alcuni paesi è di circa 6 chilometri a piedi la distanza media compiuta ogni giorno per procurarsi l’acqua, con un carico medio di 20 chili sulle spalle nel viaggio di ritorno.  Tra natura e umanità, le sorprendenti immagini di Paolo Gotti ripercorrono un’ampia indagine sull’importanza dell’acqua per la vita dell’uomo e di tutte le specie del pianeta, per la biodiversità e per gli ecosistemi: le fotografie documentano la potenza straordinaria con cui essa si manifesta in paesaggi incontaminati ma anche il suo sfruttamento da parte dell’uomo e le disuguaglianze che contraddistinguono i paesi del terzo mondo.  Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico-cinematografici. Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo vero viaggio. Con la sua vecchia Land Rover attraversa il Sahara fino al Golfo di Guinea in Costa d’Avorio, per poi fare ritorno in Italia dopo quasi cinque mesi a bordo di un cargo merci. Dopo varie esperienze nel campo della pubblicità e una maturata esperienza nello still life, si dedica sempre più al reportage. Ãˆ stato protagonista di numerose mostre personali tra cui Segni e culture, Institut Français de Naples; Da Bologna per l’Unicef; Alle origini della terra, Sala delle Colonne, Emil Banca. Dal 1996 al 2002 lavora per il Consorzio Alta Velocità Emilia Toscana realizzando le fotografie che ritraggono l’avanzamento dei lavori. Nel 2019 vince il Premio UVA dell’Università di Verona come Senior Photographer.   Ufficio stampa: paologotti.press@gmail.com | www.paologotti.com Cascata, Islanda
Fiume Santerno, Italia
Centrale geotermica, IslandaFloating market, Thailandia
 

Un nuovo film

Il film, che uscirà a gennaio 2023 su Amazon Prime Video, è stato girato in varie località dell’Emilia-Romagna (Cento, Pieve di Cento, San Pietro in Casale, il circuito di di Misano Adriatico) e a Roma

Delle riprese di Cento abbiamo le fotografie del fotografo di periscopio Valerio Pazzi.

Riprese a Cento, foto Valerio Pazzi
Riprese a Cento, foto Valerio Pazzi
Riprese a Cento, foto Valerio Pazzi

Eccoci alla storia, dunque, alla Storia. Siamo nel secondo dopoguerra, una Storia tutta italiana che va oltre la vita del fondatore della celebre casa di trattori e successivamente del marchio automobilistico, raccontando la nota rivalità con Enzo Ferrari e, soprattutto, la storia dell’Italia degli anni ’50, un Paese in cammino, con la sua voglia di rinascita.