Biblioteca Ariostea (2 di 2)

Invito alla letturaMercoledi 15 giugno 2022 ore 17

Chiare Fresche Pagine

Consigli di lettura per l’estate 2022

A cura della Banda del Libro
L’estate incombe, il caldo ci attanaglia già. Si prospettano mesi torridi e uno dei refrigeri da non farsi mancare saranno sicuramente un bell’elenco di freschissimi libri.
I consigli dell’estate della Banda del Libro ancora una volta sono qui per questo. 
Mari, oceani, colline, montagne, laghi, campagna, un paio di occhiali da sole e del tempo per appassionanti pagine di romanzi.
Uno degli impegni imperdibili di ogni anno in compagnia della passione straripante per la parola scritta torna mercoledì 15 giugno ore 17.00 in Biblioteca Ariostea e sul canale youtube dedicato.
La Banda del Libro non fa distinzione di genere, sottogenere o tipologia, unica regola il libro deve appassionare e far appassionare.
 

Incontro con l’autoregiovedì 16 giugno 2022 ore 17

Il quadro dimenticato

Presentazione del libro di Lorella Ferracioli

Pluriversum, 2021
Dialoga con l’autrice Dario Gigli
Tessere di un puzzle sparse in ordine non cronologico che delineano un arco temporale che va dagli anni Sessanta fino quasi ai giorni nostri. Gli anni del miracolo economico che trasformeranno un Paese agricolo sottosviluppato nel Bel Paese industrializzato. Dimenticati gli anni bui del Dopoguerra, prevale un clima di ottimismo e bisogno di leggerezza. Lo spopolamento del Sud, flussi migratori verso il Nord di famiglie e giovani in cerca di nuove prospettive e salari migliori. I due protagonisti: Martino che, arruolatosi nell’arma dei carabinieri, darà una svolta alla sua vita, superando le umili origini contadine meridionali; Diana, giovane e promettente interprete della canzone italiana, cercherà, attraverso la musica, il riscatto dalla povertà e dalla miseria. Una passione indomabile li unirà e li travolgerà.
Lorella Ferracioli  è nata a Ferrara il 28 ottobre 1960 dove vive e lavora, ha pubblicato alcune sue poesie nelle antologie “Un mosaico di poesia” Edizioni Tigullio-Bacherontius; “Verso il nuovo millennio” Edizioni Tracce; “I poeti del San Domenichino” sesta antologia poetica. Frequentando il corso di scrittura creativa, di Roberto Pazzi, ha pubblicato il racconto “Tra il bene e il male” Edizioni Faust 2015.

Conferenze e Convegnigiovedi 16 giugno 2022 ore 20.30 – Evento senza diretta streaming

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei: la Kasherut, ovvero le norme alimentari ebraiche

Progetto Ziccaron – Conoscenza e diffusione dell’ebraismo italiano

A cura di Bruno Poggi 
L’aspetto culinario, nell’ebraismo, è molto importante. La preparazione dei cibi infatti deve rispondere ad alcune regole molto ferree perché essi siano “kasher”, cioè idonei, adatti. La Torah (il Pentateuco) classifica gli animali permessi in gruppi e spiega anche come debbano essere macellati. La macellazione, in ebraico shechità, deve essere effettuata in modo che venga eliminato tutto il sangue. Tra i quadrupedi è consentito mangiare quelli che presentano lo zoccolo spaccato e l’unghia divisa, e siano ruminanti. La Torà si occupa anche dei volatili riportando solo la lista di uccelli proibiti: in special modo tutti i rapaci. Tra i pesci sono permessi solo quelli che hanno pinne e squame, mentre sono proibiti molluschi e crostacei. Tra gli animali acquatici, sono vietati anche i mammiferi marini. Non possono essere mangiati infine i rettili, insieme a tutti gli animali che strisciano e brulicano. Ma vi sono anche altre norme importanti che regolano la cucina: in particolare i cibi a base di carne devono rimanere separati da quelli contenenti latte. La netta divisione tra carne e latte è infatti alla base della cucina ebraica. Non solo non si possono mischiare i due diversi tipi di ingredienti durante la cottura, ma neanche a tavola: il pasto deve essere o a base di carne o di latte. Anche le pentole e le stoviglie usate per gli alimenti dell’uno o dell’altro genere debbono essere tenute separate.

Il progetto Ziccaron (che in ebraico significa “memoria”) si basa su un assunto fondamentale: che la Shoah non incorpora e non esaurisce la specificità ebraica. Il ricordo di questa tragedia non deve essere rivolto al passato ma, al contrario, deve rivolgersi al futuro. In questa ottica la conoscenza del mondo ebraico e dell’ebraismo deve essere implementata per sconfiggere il principale terreno di coltura dell’antisemitismo: la scarsa conoscenza, quando non una vera e propria ignoranza, sugli ebrei e l’ebraismo. 
Per raggiungere tale scopo il Progetto Ziccaron mette a disposizione dei  cittadini ferraresi 40 Borse di Studio (senza vincolo di scadenza temporale) per poter frequentare la Yeshivah Tiferet ha-Torah una scuola di ebraismo e cultura ebraica online che offre numerosi corsi su questo argomento.

In collaborazione con la scuola ebraica Yeshivah Tiferet ha-Torah e il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

Invito alla letturasabato 25 giugno 2022 0re 10.30

Leggermente. Gruppo di lettura dedicato alle discipline della mente

La forza di essere migliori di Vito Mancuso – parte II

A cura di Giancarlo Moretti
Viviamo secondo un modello di sviluppo che adora gli oggetti, non la lettura, la cultura, la partecipazione sociale e politica. Consumiamo, inquiniamo, ma così devastiamo noi stessi e il nostro pianeta. Essere migliori è diventato quindi un’urgenza, e il lavoro etico e spirituale una necessità non rimandabile. Ma come far nascere, in noi, il desiderio di praticare il bene? Dove trovare una motivazione che sappia liberarci dalle catene dell’effimero/della società, una forza motrice che dia impulso al nostro costante bisogno di guarigione e al nostro infinito desiderio di bellezza? Riscoprendo le nostre radici che affondano nella cultura classica e nella tradizione cristiana Vito Mancuso ci accompagna in viaggio lungo il sentiero delle quattro virtù cardinali, e offre una nuova prospettiva di senso per le nostre vite in balìa dei tumultuosi venti dell’esistenza. Perché solo colui che non cerca più di vinc ere e di prevalere, ma recupera il senso profondo dell’essere forte, saggio e temperante, può infine essere giusto, e fiorire in armonia con il mondo.
Partecipazione libera e gratuita, previa iscrizione. Info e iscrizioni: Carla Fiorini (c.fiorini@edu.comune.fe.it tel. 0532-418201 – 418202)
In collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi

Eventi

– PAUSA ESTIVA –

Arrivederci a settembre!

Come di consueto, con il sopraggiungere dell’estate, la Biblioteca Ariostea sospende gli incontri di promozione del libro e della lettura in Sala Agnelli per riprendere a metà settembre con rinnovata energia. 
Durante i mesi estivi non mancheranno, comunque, i tradizionali appuntamenti per i bambini e alcuni speciali eventi sui quali vi informeremo a brevissimo.
Buone vacanze!

Centri estivi a Bondeno

Dal 6 giugno al 9 settembre saranno attivi i Centri Estivi Comunali di Bondeno, per la prima volta dopo due anni senza le cosiddette ‘bolle covid’ che imponevano ingressi contingentati. Modulo di iscrizione scaricabile aprendo l’articolo.

Sono aperte le iscrizioni per tutti i bambini e i ragazzi dai 3 ai 14 anni, che potranno prenotarsi per una o più delle settimane disponibili, usufruendo degli appositi carnet. «L’allentamento della morsa pandemica consente di tornare alla normalità anche nei nostri centri estivi – commenta il sindaco, Simone Saletti –, un fattore indispensabile per tornare alla consuetudinaria socializzazione giovanile. Bambini e ragazzi hanno indubbiamente sofferto tanto le limitazioni dettate dall’emergenza sanitaria, ed è giusto che adesso tornino a riappropriarsi delle fondamentali abitudini che solo fino a due anni fa davamo per scontate».

I centri estivi comunali sono operativi, da giugno a settembre, dal lunedì al venerdì dalle 7.30 del mattino fino alle 17.30. L’iscrizione si effettua scaricando e compilando l’apposito modulo di richiesta riportata di seguito. Il pagamento delle tariffe dovrà essere effettuato tramite PagoPA, attraverso un modulo inviato via mail dagli uffici comunali. Bisognerà regolarizzare il pagamento prima dell’inizio della frequenza ai centri estivi.

«Le famiglie possono scegliere una duplice modalità di iscrizione – entra nel dettaglio l’assessore alle Politiche giovanili, Francesca Aria Poltronieri –: un carnet da 10 ingressi, del costo di 180 euro, oppure un carnet da 20 ingressi, del costo di 300 euro. Naturalmente, i carnet sono rinnovabili al termine dei giorni disponibili, e le famiglie possono scegliere liberamente in quali settimane portare i propri figli ai centri. Siamo soddisfatti che si torni alla normalità degli accessi – chiosa l’assessore –: lo stare insieme fa bene ai ragazzi di tutte le età, ed è giusto che finalmente i nostri giovani tornino a passare un’estate normale».

DOCUMENTI UTILI

Di seguito, le informazioni generali: Volantino

Di seguito, il modulo di richiesta di iscrizione: Modulo iscrizione

Cinema Sermide

NUOVO NUMERO PER INFOE PROGRAMMAZIONE Abbiamo attivato un nuovo numero a cui puoi chiedere informazioni e la programmazione settimanale: 3791114479 Puoi contattarlo via Whatsapp e SMS (non è abilitato a ricevere le chiamate). Per ricevere la programmazione con cadenza settimanale basta inviare un messaggio whatsapp e ricordarsi di salvare il numero nei contatti.
Rassegna di Qualità L’OMBRA DEL GIORNO di Giuseppe Piccioni — Italia, 2022, 125 minuti — Drammatico.Con Riccardo Scamarcio, Benedetta Porcaroli, Valeria Bilello, Lino Musella.Giovedì 12 maggio, ore 21:15Venerdì 13 maggio, ore 15:00 Ascoli Piceno, 1938. Luciano è il proprietario di un ristorante che si affaccia sulla piazza principale della città, reduce della Grande Guerra dalla quale ha riportato una gamba perpetuamente offesa e l’amara consapevolezza di saper uccidere, se necessario. Simpatizza blandamente per il Partito Fascista al potere, conta fra le sue frequentazioni un gerarca locale e osserva le parate delle giovani italiane dalla finestra del suo frequentato esercizio. Un giorno davanti a quelle finestre appare Anna, giovane donna che si offre di svolgere qualsiasi lavoro, e Luciano la assume come cameriera. Presto diventerà evidente che Anna ha qualità particolari: ha studiato, è capace e piena di iniziativa. E fra i due comincia a nascere un sentimento che va oltre l’apprezzamento del datore di lavoro, o la gratitudine di una neoassunta.
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DOCTOR STRANGENEL MULTIVERSO DELLA FOLLIA di Scott Derrickson, Sam Raimi — USA, 2022, 126 minuti — Azione, Fantasy.Con Benedict Cumberbatch, Elizabeth Olsen, Chiwetel Ejiofor, Benedict Wong, Michael Stuhlbarg, Rachel McAdams, Patrick Stewart.Continua da sabato 14a lunedì 16 maggio Doctor Strange nel Multiverso della Follia, il film diretto da Sam Raimi, vede il ritorno di Benedict Cumberbatch nei panni di Stephen Strange, il suo fidato amico Wong (Benedict Wong) e Wanda (Elizabeth Olsen), nota come Scarlet Witch, affrontare l’immensità del Multiverso, un concetto – a detta dello stesso Strange – di cui sanno ben poco. Grazie all’aiuto di alleati mistici, tra cui quelli già nominati e altri di nuova conoscenza, Dottor Strange questa volta affronterà le realtà alternative del Multiverso, che si riveleranno sia sconvolgenti che pericolose. Lo scopo di questa ardua missione è sconfiggere un misterioso nemico…
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 FINALE A SORPRESA(OFFICIAL COMPETITION) di Mariano Cohn, Gastón Duprat — Spagna, 2021, 114 minuti — CommediaCon Penélope Cruz, Antonio Banderas, Oscar Martínez, José Luis Gómez, Manolo Solo. Da sabato 14 a lunedì 16 maggio Giunto ad una veneranda età ma ancora assetato di gloria, l’imprenditore Humberto Suarez vorrebbe legare il proprio nome ad un’opera destinata a restare nella storia. Subito ha pensato ad un ponte, poi è stato attraversato da un’idea migliore: un film. Un capolavoro cinematografico. Finanzierà ogni cosa, ma esige il meglio: il romanzo di un premio Nobel, la regista più in auge del momento, gli interpreti più bravi. L’eccentrica, elegantissima, visionaria Lola Cueva dirigerà dunque Félix Rivero e Ivàn Torres nel ruolo di Manuel e Pedro, fratelli di sangue e rivali in amore, in una tragedia che non risparmia colpi di scena.
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 HOPPER E IL TEMPIO PERDUTO di Ben Stassen, Benjamin Mousquet — Belgio, Francia, 2022, 91 minuti
Animazione
 Domenica 15 maggio, ore 17:30 Metà lepre metà pollo, Hopper è il figlio adottivo del re Peter e ha due desideri: essere accettato per ciò che è e soddisfare le aspirazioni paterne. Grande amante dell’avventura, infatti, re Peter ha instillato in Hopper il gene della spericolatezza e quando suo zio Lapin, fratello del padre e suo più grande nemico, fugge dal regno minacciando di distruggerlo, Hopper è il primo a lanciarsi al suo inseguimento. Ad aiutarlo saranno i suoi due migliori amici Abe, tartaruga codarda ma divertentissima, e Meg, puzzola esperta d’arti marziali, ancora più spericolata di Hopper.
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Rassegna di Qualità L’ACCUSA di Yvan Attal — Francia, 2021, 138 minuti — Drammatico.Con Charlotte Gainsbourg, Mathieu Kassovitz, Pierre Arditi, Ben Attal, Suzanne Jouannet.Giovedì 19 maggio, ore 21:15Venerdì 20 maggio, ore 15:00 Studente d’ingegneria a Stanford, Alexandre torna a Parigi per partecipare a un’importante cerimonia in onore del padre, un celebre giornalista televisivo. Invitato a cena dalla madre, intellettuale femminista che ha da poco lasciato il marito, Alexandre fa la conoscenza di Mila, la figlia diciassettenne del nuovo compagno della madre.Quella stessa sera, Alexandre e Mila partecipano a una festa e il giorno dopo lui viene arrestato per stupro ai danni della ragazza: cos’è successo tra i due? Alexandre, persona impulsiva e capricciosa, ha approfittato della fragilità di Mila o Mila, come sostiene Alexandre, è sempre stata consenziente durante il rapporto che hanno avuto?
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Cinema Capitol Multisala Sermide

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Cinema

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Bondeno.today

Anec

Data: Mercoledì, 08 marzo 2006 alle 17:05:58 CET Argomento: Attualità
Resoconto della conferenza, stampa del 2 marzo 2006 sulla questione del cinema Argentina. Invitati;
Responsabili Media, del territorio Aldo Lotti – Compagnia del Patatrac Mattia Bagnolati – Compagnia del Mangialuna Carlo Polastri – direttore artistico di varie iniziative teatrali UILT – Unione Italiana Libero Teatro Emilia-Romagna
A quelli menzionati sopra (non tutti presenti) si devono aggiungere gli assessori Mestieri e Pancaldi accompagnati dalla dirigente Paola Mazza, che però hanno detto di essere lì per ascoltare e di non voler rilasciare dichiarazioni; due esponenti dell’associa.zione culturale bolognese SPACE e il vicepresidente del circolo Fuori Quadro.
Difficile dare un resoconto oggettivo della conferenza sia perché la materia è tuttora controversa, sia perché la discussione è stata a tratti caotica, ma, visto che stiamo parlando di realtà locali che chiunque può verificare abbastanza agevolmente accedendo alle fonti, invitiamo i nostri quaranta lettori…

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Senza memoria

Probabilmente molti non ricordano l’iniziativa di Paolo Malagodi che , all’inizio degli anni ’80 istituì un centro di aggregazione giovanile che chiamò CSA e ospitò alcune iniziative delle quali accludo foto:

Dall’alto le animatrici del CSA: Angela e Cristina Marchetti con l’amica Borella;

Carla Cavallari, Laura Borghi ad una mostra sulla condizione della donna;

Dino Giatti in Borgo Paioli negli anni ’80

Da CSA a CPA

Domenica 22 maggio, alle ore 12.30 presso il Centro 2000, arriva il pranzo comunitario di beneficenza in favore della ristrutturazione del Centro Parrocchiale per le Attività (Cpa) di via Borgo Paioli a Bondeno. Tutte le info nell’articolo.

Una struttura resa inagibile dal sisma del 2012, ma che grazie all’impegno collettivo potrebbe vedere una nuova luce. Estremamente positivo è il giudizio del sindaco, Simone Saletti: «L’obiettivo di questa giornata è quello di tornare a sedersi tutti insieme attorno a un tavolo, ovvero il momento in cui gli emiliani discutono dei temi importanti. Con questo evento torniamo gradualmente a riappropriarci della normalità e della socialità che sono andate disperdendosi durante i due anni di pandemia, andando a coinvolgere tutte le associazioni del territorio, avendo in testa l’obiettivo fondamentale di recuperare l’importante Cpa».

Fa eco alle parole del sindaco, l’assessore alla Cultura, Francesca Aria Poltronieri: «Il 2022 è l’anno che il nostro Comune ha dedicato alla cucina tradizionale bondenese. Già da qualche mese abbiamo dato inizio alle iniziative legate a questo tema, partendo con il concorso artistico per gli studenti Vinci la Copertina. Con Ial la collaborazione è attiva e proficua da sempre. Il Cpa deve tornare ad essere un punto di riferimento per tutta la comunità, in particolare per i più giovani».

E all’auspicio della buona adesione si unisce anche l’assessore alla Promozione del territorio, Michele Sartini: «Confidiamo ci sia una grande risposta da parte della cittadinanza, delle associazioni e dei loro invitati. Stiamo gradualmente tornando alla normalità, e di conseguenza sta tornando anche la programmazione completa delle nostre iniziative. Una menzione anche all’azienda La Barchessa per aver messo a disposizione i propri prodotti».

Del Cpa e della sua importanza per il territorio ha invece parlato il parroco di Bondeno, don Andrea Pesci: «L’obiettivo per il futuro è quello di allargare il piano terra, portandolo così contare su una sala teatrale da 200 posti a sedere. Il primo piano della struttura è invece già completato, ma purtroppo ancora inutilizzabile. Iniziative di questo genere fanno molto bene per la comunità, anche perché soltanto così il traguardo della ristrutturazione totale si fa sempre più vicino».

Il servizio di ristorazione sarà prestato dalla scuola alberghiera Ial Ferrara, che da subito ha sposato l’iniziativa: «Teniamo molto a questa iniziativa, perché Ial è nata a Bondeno, ed ha un legame inscindibile con questa comunità e con il territorio – sostengono Lorenzo Schiavina e Giulio Bianconcini, responsabili di cucina e sala –. Il nostro modo di operare consiste nel portare la scuola e i suoi studenti dentro al territorio. Il menù è nato a seguito di un confronto fra gli chef, che hanno valutato i prodotti stagionali e locali e hanno ideato piatti rivisitati rispetto ai classici».

La prenotazione del pranzo è obbliatoria, e deve essere effettuata entro venerdì 13 maggio telefonando al numero 389 953 9445. Il pranzo è organizzato dalla Città di Bondeno, in collaborazione con la Pro Loco di Santa Bianca. Sono previsti un menù adulti e uno bambini.

Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti anche il vicesindaco, Francesca Piacentini, l’assessore allo Sport, Ornella Bonati, e l’assessore ai Lavori pubblici, Marco Vincenzi.

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MENÙ ADULTI – Prezzo: 25 euro a persona

Antipasto: sformato di melanzane con fonduta di parmigiano, pomodori confit e crumble salato

Primo: risotto agli asparagi con polvere di speck

Secondo: guancia di maiale al Fortana con spuma di patate

Dessert: scomposta di tenerina con cremoso cioccolato e coulis di fragole

Acqua, vino e caffè sono inclusi

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MENÙ BAMBINI – Prezzo: 15 euro a persona

Primo: Pennette al pomodoro

Secondo: crocchette di pollo con patatine fritte

Dessert: scomposta di tenerina con cremoso cioccolato e coulis di fragole

Acqua e bibite incluse

Ponte sul Panaro (storia)

Di un collegamento stabile fra Bondeno (centro Storico) e Borgo San Giovanni
(l’abitato posto sulla sponda destra del Panaro) hanno parlato alla fine del
Settecento i cronisti bondenesi V. Cottica e M. Nannini precisando che
anticamente fra le due sponde esisteva un ponte di pietra, distrutto in epoca
imprecisata dalle armate che hanno occupato il paese, le cui pile, ancora visibili
sul fondo del fiume alla fine del Settecento sono state inghiottite dalle torbide
del Panaro. In corrispondenza dell’anno 1502, il “Libro dei Privilegi” del
comune fornisce il testo del mandato col quale i fattori generali del duca di
Ferrara hanno incaricato certo Simon Cavallaro di trasferire da Modena a
Bondeno dieci travi di legno necessarie per la costruzione del ponte del paese.
Un articolo scritto nel 1889 da A. Bottoni riporta che il ponte costruito al
tempo degli estensi è stato disfatto nel Seicento perché in pessime condizioni
di manutenzione e di fronte all’incapacità di ricostruirlo, il collegamento fra le
due sponde è stato realizzato con un ponte su barche dalla famiglia Pio, peraltro
titolare di un diritto di feudo “Ad usum regni”, accordato alla medesima
nell’anno 1627 dal Pontefice Urbano VIII.
Nell’anno 1760, le aumentate esigenze di collegamento fra le due sponde del
fiume hanno indotto il comune a realizzare un nuovo ponte in muratura su tre
archi, sulla base di un progetto elaborato dal ferrarese A. Baruffaldi, con una
spesa di scudi 10.102 e bajocchi 51. La nuova struttura, lunga 35 metri e larga
8, a causa di un difetto di costruzione e di un’anomalia del terreno sul quale
appoggiava il pilone sinistro, nell’ultima decade dell’Ottocento, quando ponte
e strade di raccordo erano passati fra le competenze dell’Amministrazione
Provinciale ha dovuto quindi essere sostituito con un ponte in ferro, appoggiato
su piloni in muratura. La nuova opera, con una luce di metri 60 ed una
carreggiata di metri 8, è stata realizzato nel primo semestre del 1898 dalla
Società Nazionale Officine di Savigliano di Torino con una spesa di Lire
225.000 (corrispondenti a Lire 1.434.262.005 dell’anno 2000), alle quali furono
aggiunte ulteriori 480.000 lire per la costruzione delle due rampe di accesso e
la demolizione del ponte in muratura, lavori questi affidati all’imprenditore
bondenese Alessandro Medini. Il ponte in ferro, che con l’arcata di metri 7,50
nel punto più alto costituì l’orgoglio dei bondenesi della prima metà del
Novecento, il 22 aprile 1945 è stato però fatto saltare dalla truppe tedesche in
ritirata nel vano tentativo di contrastare l’avanzata dell’esercito alleato.
Immediatamente dopo la “Liberazione”, operai diretti dal Comitato di
Liberazione Nazionale, ripristinarono il collegamento fra le due sponde del
Panaro mediante una passerella su barche per rendere accessibili l’Ospedale
ed il Camposanto ai bondenesi del centro storico ed il Municipio, le scuole ed
201
i mulini a quelli della sponda destra. Il disagio imposto alla cittadinanza dalla
struttura provvisoria e l’impossibilità di utilizzarla sia per i trasporto che per
sostenere la condotta dell’acquedotto hanno spinto l’Amministrazione
Comunale ed il C.N.L. a rivolgere, fin dal 28 luglio 1945, la richiesta di un
nuovo ponte all’Amministrazione Provinciale. Il ponte provvisorio, come sarà
chiamato, che smentendo la provvisorietà è rimasto onorevolmente in esercizio
fino al 1976 è stato costruito su progetto dell’Ingegner A. Bonora, impiegando
l’acciaio del ponte fatto saltare dai tedeschi e quanto è stato possibile recuperare
dalla dismesse aviorimesse dell’aeroporto di Ferrara. Appoggiato sulle
fondazioni dei piloni in muratura del ponte del 1760 è stato aperto al traffico
nella primavera del 1946, limitatamente ai mezzi con peso complessivo non
superiore a 15 Tonnellate. L’Amministrazione Provinciale di Ferrara, frattanto,
fin dagli inizi degli anni Settanta, avvalendosi dell’indennizzo dei danni di
guerra, ricevuto come corrispettivo per la distruzione del ponte in ferro fatto
saltare dai tedeschi ha costruito un nuovo ponte più a monte di quello
provvisorio, collegato con le strade esistenti mediante un nuovo tracciato di
poco superiore al chilometro per evitare che i mezzi provenienti da Ferrara e
diretti verso il mantovano e viceversa fossero costretti ad attraversare l’abitato
di Bondeno. La stessa amministrazione, il 9 aprile 1971, sulla base di una serie
di saggi e perizie compiute sull’impalcato e sulle strutture portanti del ponte
provvisorio costruito nel 1945 ha trasferito lo stesso al comune di Bondeno
decretandone però la chiusura. Il provvedimento ha provocato le comprensibili
proteste dei bondenesi di entrambe le sponde del fiume, per cui
l’Amministrazione Comunale, tramite il sindaco Nino Bergamini è stata suo
malgrado costretta a farsi carico del nuovo problema, risolto con la decisione,
coraggiosa per il notevole impegno tecnico e finanziario, di costruire un nuovo
ponte in muratura in sostituzione di quello provvisorio ed in attesa della nuova
struttura, riaprire il ponte provvisorio con circolazione a senso unico alternato
regolata da un semaforo e limitazione di peso a dieci quintali e sagoma a due
metri. La scelta del progettista di un’opera tanto impegnativa sul piano tecnicourbanistico,
da inserire nel tessuto già esistente nel rispetto dei nuovi vincoli
imposti dalle leggi del fiume (aumento di quasi due metri delle sommità arginali,
compiuto dopo la “Rotta del Po del 1951”), ha spinto l’Amministrazione
Comunale a contattare l’Ingegner Carmelo Galeotti, appartenente all’ufficio
tecnico dell’Amministrazione Provinciale e membro della commissione
incaricata a suo tempo di verificare la stabilità del ponte provvisorio, che dopo
un’accurata ricognizione dei luoghi ha proposto la soluzione ritenuta più idonea.
Acquisiti i dati più importanti (posizione del ponte da costruire, adeguamento
della viabilità esistente alle nuove quote indicate dall’Ufficio del Genio Civile
e tipo della struttura in grado di rispondere ad esigenze tanto diverse) è stata
202
decisa la scelta del progettista nella persona dell’Ingegner Pier Vincenzo Righi,
docente di scienze delle costruzioni presso l’Università di Bologna, mentre
all’Ingegner Galeotti che tanto proficuamente aveva collaborato col comune,
è stato affidato il compito di collaudatore in corso d’opera.
Il Consiglio Comunale, nella seduta del 14 giugno 1973 ha esaminato ed
approvato il progetto con un impegno di 158 milioni di lire, ad intero carico
del bilancio comunale, ma gli ostacoli da superare erano appena iniziati. Infatti,
il 24 marzo 1974, l’asta bandita per l’affidamento dei lavori è andata deserta
perché oramai era in atto l’ascesa dei prezzi innescata dall’aumento dei prodotti
petroliferi e la successiva asta, con offerte in aumento rispetto alla prima, si è
svolta il 23 novembre 1974 con aggiudicazione dei lavori all’impresa Giuseppe
Sarti & C di Ferrara, con aumento sul prezzo base d’asta del 97,60 per cento.
Consegnati i lavori il 18 giugno 1875, gli stessi si sono conclusi il 30 settembre
1976 con una spesa che ha portato il costo complessivo a Lire 340.364.800 fra
opera principale e lavori di completamento.
Il nuovo ponte, lungo metri 58,50 (metri 23,50 in più rispetto a quello costruito
nel 1760), comprende il piano viabile di metri 7,50 più due marciapiedi rialzati
larghi metri 1,20 ed appoggia su pile in calcestruzzo armato realizzate con
colonne del diametro di metri 1,20, lunghe metri 35, interamente fondate per
le spalle e di metri 28 per quelle centrali. Per garantire un giusto margine di
sicurezza fra le sottotravi che sorreggono il piano stradale e la quota di massima
piena del fiume è stato necessario portare la quota dell’opera finita ad un
maggior livello rispetto a quello del ponte del 1945 e cioè realizzare la quota
di sottotrave a metri 17,05 sul c.m. e quella del piano viabile a metri 18,60 col
conseguente inasprimento delle rampe di collegamento con la viabilità esistente.
La fisionomia generale della zona ha subito pertanto un ulteriore mutamento,
imposto dalla legge del fiume che, lentamente ma continuamente, ha spinto
gli argini a quote sempre più alte, ponendo nuovi problemi per la sicurezza, il
traffico e l’erogazione dell’acqua. E quella legge ha voluto essere a suo modo
rappresentata su una delle colonne portanti della grande struttura. Un pescatore
di Borgo San Giovanni infatti, a bordo di una piccola barca, nel momento
peggiore della grande piena che ha avuto luogo nell’anno 2000 ha tracciato
con mano malferma su una delle colonne un segno nero e la cifra 2000, nel
punto più alto raggiunto dall’acqua in quell’occasione, che prossimo
all’intradosso, ricorda anche al passante più distratto dove si è spinto il fiume.
L’inaugurazione ufficiale dell’opera, onore e vanto di un’Amministrazione
Comunale che ha avuto il coraggio di mantenere il collegamento urbano più
antico fra le sponde del Panaro attraversante il paese è stata compiuta senza
clamori il 10 ottobre 1976, con l’apertura dei festeggiamenti organizzati per
la Fiera di Ottobre.

Comune di Bondeno