Cinema per ragazzi

Torna a Bondeno il campus cinematografico per bambini e ragazzi Tenda Summer School Junior, organizzato da Ferrara La Città del Cinema. Campus programmato per la settimana 13-17 giugno. Iscrizioni aperte sul sito del campus.

Si tratta della seconda edizione dopo quella, estremamente riuscita, dello scorso anno. «I nostri giovani concittadini torneranno ad affollare il bellissimo parco della Rocca Possente di Stellata – commenta il sindaco, Simone Saletti –, con la possibilità di apprendere le tecniche base della recitazione cinematografica, oppure il comportamento da tenere davanti a una telecamera. La Rocca e il suo parco sono luoghi di cultura, già da soli capaci di affascinare le persone – chiosa il primo cittadino –: in questo modo, i giovani potranno apprendere le fondamenta dell’arte cinematografica rimanendo a contatto con le bellezze storiche e naturalistiche del nostro territorio».

A Stellata, il Tenda summer school junior andrà in scena dal 13 al 17 giugno, e le iscrizioni sono già aperte sul sito del campus .

«I posti sono limitati a circa trenta persone – spiega l’assessore alle Politiche giovanili, Francesca Aria Poltronieri –, e potranno aderire bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, che divisi in gruppi per fasce di età lavoreranno per creare un linguaggio comune attraverso l’arte recitativa. Ringrazio Stefano Muroni e il suo staff per la bella progettualità creata sul nostro territorio – conclude l’assessore –: l’arte fa bene a tutte le fasce di età».

I partecipanti frequenteranno il campus dalle 9 del mattino alle 16.30 del pomeriggio, e per iscriversi dovranno pagare una quota di iscrizione pari a 95 euro. Bambini e ragazzi verranno naturalmente seguiti, aiutati e coordinati da operatori esperti nel vasto mondo della produzione cinematografica.

Biografilm festival

Biografilm Festival, a Bologna dal 10 al 20 giugno e su MYmovies dal 12 al 22 giugno visibile da tutta Italia, torna con un’edizione ricca di contenuti e di appuntamenti dal vivo. 

Sono 90 i film in programma nelle varie sezioni. Il Concorso Internazionale include le più recenti e interessanti produzioni di documentario, mentre la sezione competitiva Biografilm Italia propone il meglio dei documentari inediti italiani. Europa oltre i confini è la sezione competitiva che racchiude film di finzione europei, con una apertura verso il mondo intero. Contemporary Lives, come sempre, grazie al lavoro dei documentaristi europei, offre sguardi illuminanti sull’attualità. Torna anche la sezione Biografilm Art & Music, con le emozionanti storie di vita dedicate all’arte e alla musica. Inoltre, come già annunciato, Biografilm 2022 ospita tre importanti omaggi: il ricordo di Gianni Celati Poeta del Documentario, una Maratona Ancarani con le opere del videoartista e regista italiano e Cousins: viaggi nel grande cinema dedicata al regista nordirlandese. 

Tornano, come da tradizione, anche i Celebration of Lives Awards, i premi che Biografilm Festival assegna ai grandi narratori del nostro tempo che con le loro vite e opere hanno impresso un segno importante nella storia contemporanea. Il premio verrà assegnato all’attrice Alba Rohrwacher, al produttore Jeremy Thomas e ai registi Diana El Jeiroudi e Orwa Nyrabia.

Il vasto e composito programma di Biografilm offre numerosi spunti di riflessione e diverse chiavi di lettura. Trasversalmente nelle varie sezioni, è presente una riflessione profonda e alquanto sfaccettata sulle implicazioni della violenza di sistema nelle vite delle persone e nella loro quotidianità, in un viaggio che riflette su cause ed effetti, andando anche ad affrontare il tristemente attuale tema della guerra. Dall’Ucraina alla Siria, dalla Libia a Gaza: storie personali si intrecciano con prospettive più ampie e ci mostrano gli effetti deleteri di una cultura dell’odio e della violenza.

Ci sono poi racconti di vite che testimoniano la necessità sociale di affermare i diritti civili; storie di diversità, resilienza, coraggio, come il viaggio intimo nella transizione di genere di 4 amici in Nel mio nome, che dopo il successo al festival di Berlino arriva in anteprima italiana a Biografilm, film che vede tra i produttori esecutivi l’attore e militante politico Elliot Page. Il tema della libertà di espressione delle persone LGBTQIA+ torna anche con l’anteprima italiana di Instructions for Survival, mentre il documentario Il gioco di Silvia, in anteprima mondiale, ci porta nel mondo di una sex worker, tra stereotipi, pregiudizi e ricerca della propria libertà. 

Biografilm 2022 dedica anche uno spazio speciale a diversi film sulla vita di alcuni grandi scrittori contemporanei con la playlist “Cinema e scrittori” BPER Banca, un’opportunità preziosa per scoprire o riscoprire, grazie all’intimità profonda e autentica che il documentario sa generare, importanti autori letterari che hanno lasciato un segno nella nostra società

Un altro filone tematico che emerge dal programma è legato a storie che dimostrano il valore dello sport come veicolo di redenzione sociale e strumento di integrazione e costruzione di una comunità.

Come già annunciato, apre Biografilm il 10 giugno The Princess di Ed Perkins, documentario dedicato a Lady Diana e costruito solamente da immagini di repertorio.

Il festival si chiude il 20 giugno con la presenza della meravigliosa Fanny Ardant che presenta il film I giovani amanti, di cui è protagonista, e incontra il pubblico di Biografilm.

https://www.biografilm.it/news/biografilm-diventa-maggiorenne-e-si-confronta-con-il-mondo/

Passione Cinema a Cento

Un progetto di studio incentrato sulla valorizzazione di un fondo cinematografico privato di un centese, l’ing. Franco Alberti (1927-2018) che, a partire dall’infanzia ha raccolto  locandine, manifesti, gadget, articoli di giornali e pellicole relativi all’attività dei cinema centesi negli aa. 1930-45.

Questo nuovo mezzo di intrattenimento, di cui abbiamo data certa a Cento a partire dal 1910, ha offerto alle masse popolari uno spettacolo economico, più semplice da portare in giro rispetto alle produzioni teatrali, nuovo rispetto ai precedenti mezzi artistici, come libri fotografici o lanterne magiche che raffiguravano immagini statiche o movimenti stilizzati.  

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locandina mostra con locandina film Domani

A Cento, nell’arco di quasi 100 anni, sono state aperte diverse sale cinematografiche, alcune di esse presenti solo nella memoria degli anziani; ricordiamo in particolare i cinema gestiti dalla famiglia Grimaldi che dal 1921 al 1927, poi dal 1936 sino al 2009; quelli  gestiti dai fratelli Testoni, il cinema estivo Rex della famiglia Monti, il cinema Roma e quelli estivi della famiglia Maccaferri, i cinema parrocchiali sino all’attuale multisala. Senza dimenticare i cinema nelle frazioni, in particolare Casumaro, Renazzo, Reno Centese, XII Morelli e Bevilacqua.

La mostra vuole ripercorrere la storia del cinema a Cento attraverso i depliant pubblicitari che venivano distribuiti all’ingresso del cinema e le vecchie locandine e manifesti strappati dai muri ancora incrostate di cemento nel retro.

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locandina Passione cinema con manifesti Domani

La storia delle sale cinematografiche centesi è una storia che sa di dedizione, amore, culto del luogo di incontro, amplificazione del rapporto umano, accoglienza, generosità; caratteristiche che hanno oltrepassato le guerre, la carestia, le crisi economiche. 

Non va dimenticato che nel corso degli anni, come in un virtuoso scambio reciproco, la Città di Cento ha offerto e continua ad offrire se stessa, le sua vie, i suoi monumenti, i suoi scorci al Cinema e ai grandi registi che qui hanno voluto girare.

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locandina Passione cinema con manifesti Domani

La mostra oltre ad essere visitabile presso le sale della Partecipanza verrà allestita come mostra diffusa nei negozi e in alcuni spazi del centro storico.

Apertura della mostra dal 7 maggio al 14 luglio 2022 nei giorni di:

– venerdì dalle ore 16.00 alle 19.00
– sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 

Archeologia della TV

Le trasmissioni televisive regolari in Italia ebbero inizio il 3 gennaio 1954 ed il 4 giugno di quello stesso anno Guala venne nominato amministratore delegato della RAI con pieni poteri, affiancato da Giovan Battista Vicentini, ex dirigente della Cereria vaticana ed ex presidente dell’Azione Cattolica, in qualità di direttore generale.

Guala gestì la RAI con una grande apertura da un punto di vista tecnico, ma con una rigida visione cattolica. Impose in azienda anche un severo codice d’autodisciplina, rivolto ad autori, giornalisti e agli stessi uomini di spettacolo, compilato dal “Centro Cattolico Cinematografico” sulla falsariga dell’analogo codice Hays per il cinema negli Stati Uniti d’America.

Nel codice si leggeva, tra l’altro: “Non è consentita la rappresentazione di scene e vicende che possano turbare la pace sociale o l’ordine pubblico. L’incitamento all’odio di classe e la sua esaltazione sono proibiti. Sabotaggi, attentati alla pubblica incolumità, conflitti con le forze di polizia, disordini pubblici possono essere rappresentati con somma cautela e sempre in modo che ne risalti ben chiara la condanna. Dovranno essere escluse le opere di qualsiasi genere che portino discredito o insidia all’istituto della famiglia, risultino truci o ripugnanti, irridano alla legge, siano contrarie al sentimento nazionale. Quanto alla famiglia, deve aversi particolare riguardo per la santità del vincolo matrimoniale e per il rispetto delle istituzioni, e pertanto: il divorzio può essere rappresentato solo quando la trama lo renda indispensabile e l’azione si svolga ove questo sia permesso dalle leggi; le vicende che derivano dall’adulterio e con esso s’intrecciano non devono indurre in antipatia il vincolo matrimoniale; attenta cura deve essere posta nella rappresentazione dei fatti o episodi in cui appaiono figli illegittimi”.

Era stato inoltre diffuso al personale incaricato della programmazione radiofonica e televisiva un elenco di parole proibite e dunque impronunciabili in televisione: fra le quali “membro” (non si poteva neanche dire “membro del Parlamento”), “seno” (neppure in senso figurato, come “in seno all’assemblea”), “parto”, “vizio”, “verginità” e “alcova”. Le parole “gravidanza” e “suicidio” dovevano essere rispettivamente sostituite da “lieto evento” e “insano gesto”, ed inoltre non era consentito usare termini quali “cancro” o “tumore”, ai quali doveva essere sempre sostituita l’espressione “male incurabile”. Alcune di queste norme rimasero in vigore fino agli anni ’70.

Inoltre, durante la gestione di Guala, non mancarono casi di personaggi televisivi, anche famosi, che vennero letteralmente “banditi” dal piccolo schermo a causa della loro poca disponibilità ad attenersi alle rigide norme sopra citate o, nel caso di personaggi femminili, semplicemente a causa della loro avvenenza. Fu Guala a cacciare via Alba Arnova, moglie del direttore d’orchestra Gianni Ferrio e famosa soubrette del “Teatro Colon” di Buenos Aires, rea di aver danzato ne “La piazzetta” indossando una calzamaglia chiara che poteva “evocare la nudità”. Per lo stesso motivo ai cameramen che effettuavano le riprese del programma televisivo “Casa Cugat”, presentato dall’allora famoso musicista e direttore d’orchestra cubano Xavier Cugat, venne imposto di inquadrare l’attrice e cantante Abbe Lane, allora moglie dello stesso Cugat, solo in primissimo piano allo scopo di occultare quanto più possibile le sue procaci forme ai telespettatori.

Nonostante ciò, si deve all’innato talento di Guala come talent scout l’ingresso in RAI di alcuni giovani intellettuali, alcuni dei quali laici e progressisti, come Furio Colombo, Emilio Garroni, Luigi Silori, che apportarono all’azienda una certa capacità innovativa nei contenuti e che andarono poi ad affiancarsi ad un gruppo di brillanti quadri neo-assunti, tutti insieme definiti “i corsari”.
Arrivano i “corsari” [modifica]

Nonostante la ristrettezza di vedute in materia di espressione del mezzo radiotelevisivo, fu proprio Guala, incaricato di gestire il trasferimento a Roma delle strutture di produzione della RAI, fino ad allora collocate a Torino, sede storica dell’EIAR, e a Milano, ad avere l’intuizione di introdurre “energie nuove” tra il personale dell’Ente radiotelevisivo, Venne così bandito un concorso pubblico al quale parteciparono circa 30.000 concorrenti, per l’assunzione di 300 giovani laureati, tra i cui vincitori vi furono personaggi in seguito divenuti molto noti in vari campi, quali Furio Colombo, Umberto Eco, Gianni Vattimo, Mario Carpitella, Enrico Vaime, Fabiano Fabiani, Piero Angela, Adriano De Zan, Emanuele Milano, Angelo Guglielmi, Folco Portinari, Gianfranco Bettetini. Questi giovani intellettuali, che si andarono ad affiancare ad un gruppo di giovani professori universitari (Piccioni, Silori, Garroni, Santoni Rugiu), tutti in seguito etichettati con lo scherzoso soprannome di “corsari”, in quanto destinati a seguire, dopo la selezione del concorso, un corso di formazione diretto da Pier Emilio Gennarini, avrebbero dovuto, nelle intenzioni di Guala, “svecchiare” il management della RAI, ancora troppo legato a personalità provenienti dall’EIAR, e a tutt’oggi sono considerati i veri costruttori della centralità della Rai nel sistema culturale italiano[1].

Tra i vincitori del concorso vi era anche lo scrittore Andrea Camilleri, che non venne però assunto perché ritenuto “troppo comunista” dallo stesso Guala[senza fonte].[2]
La “congiura dei mutandoni” [modifica]

La scarsa propensione di Guala ad accettare supinamente direttive e raccomandazioni da parte dei suoi “padrini” politici, la sua eccessiva rigorosità ed intransigenza, la sua ristrettezza di vedute e soprattutto la sua opposizione all’introduzione della pubblicità televisiva fecero calare rapidamente la sua popolarità in azienda. Inoltre, nonostante le sue indiscutibili capacità manageriali, egli non seppe trarre vantaggi per l’azienda da lui diretta quando, essendo stati in precedenza acquisiti dalla RAI vasti appezzamenti di terreno situati ai margini del quartiere Prati di Roma, alle pendici di Monte Mario, su parte dei quali verrà in seguito edificato il Centro di produzione RAI di via Teulada, Guala dette disposizione di vendere parte di quei terreni, che di lì a pochi anni avrebbero moltiplicato più volte il loro valore grazie all’incipiente “boom” edilizio, proprio per evitare “indebite speculazioni immobiliari” che secondo lui non si confacevano all’amministrazione di un ente pubblico.

L’arrivo in televisione di spettacoli di varietà con scenette di satira che dileggiavano, peraltro in maniera velata e alquanto bonaria, personalità della vita politica ritenute allora “intoccabili”, come ad esempio il ministro dell’Interno Scelba, alienarono ben presto le residue simpatie degli esponenti politici che in precedenza avevano appoggiato la nomina di Guala al vertice dell’Ente radiotelevisivo di Stato.

Venne quindi presa in alto loco la decisione di costringere Guala alle dimissioni, e ciò avvenne con la complicità di alcuni funzionari della RAI, scontenti per il trasferimento da Torino a Roma di quasi tutte le attività di produzione ed ideazione dei programmi, mediante una subdola macchinazione in seguito nota come “La congiura dei mutandoni”.

Grazie ai contatti tra Piazza del Gesù e il Vaticano, si venne a sapere che un certo sabato sera il Papa avrebbe guardato la televisione in compagnia dei suoi nipoti. Si presentò allora negli studi di via Teulada, poco prima dell’inizio dello spettacolo che andava in onda in diretta, un funzionario che ordinò alle ballerine di indossare delle calzamaglie di colore chiaro, in modo da farle apparire praticamente a gambe nude grazie alla scarsa definizione delle telecamere in bianco e nero dell’epoca. Apriti cielo! il Pontefice scandalizzato spense la TV e si ritirò in preghiera, e il lunedì successivo sull'”Osservatore Romano” uscì un corsivo assai critico contro il governo nel quale si sosteneva che le coreografie del varietà violavano i Patti Lateranensi. Guala raccomandò che nelle puntate successive le ballerine si rimettessero le sottane. Ma il sabato dopo un altro funzionario arrivò a via Teulada e diede disposizione alle ballerine di indossare mutandoni chiusi fino alle caviglie. L’indomani tutta la stampa laica sparò contro la RAI che prendeva ordini dal Vaticano. Vistosi messo alla gogna come unico responsabile di queste polemiche, e contemporaneamente “scaricato” dai suoi referenti politici, Guala rassegnò le dimissioni il 28 giugno del 1956.

Il destino manageriale di Guala non finisce con le sue dimissioni dalla RAI. Seguì nello stesso anno l’organizzazione dell’Esposizione “Italia ’61” a Torino, e ritornò all’INA-Casa per un breve periodo.
L’entrata in convento [modifica]

Guala aveva pensato spesso di prendere i voti sacerdotali ed intraprendere la missione religiosa, ma le sue varie vicissitudini gli avevano sempre imposto di rimandare questa scelta. Ne aveva a suo tempo parlato anche con Don Orione, il quale gli aveva detto che vedeva in lui un futuro sacerdote.

Nel 1960, a 53 anni di età, decise di farsi frate trappista, entrando nel convento delle Frattocchie l’11 novembre di quell’anno. Dopo il noviziato divenne trappista nel 1962 e nel 1967 fu ordinato sacerdote.

L’ultima iniziativa di un certo rilievo a cui Guala, ora divenuto frate, venne chiamato dal suo vecchio amico Franco Costa, nel frattempo arrivato al titolo di monsignore, fu la ristrutturazione del monastero della “Madonna della Fiducia” del Monastero di San Biagio di Morozzo (provincia di Cuneo), situato nei pressi di Mondovì.[3] In quel luogo Guala arrivò nel 1972 e visse da anacoreta fino al 1984 quando, giunto all’età di 77 anni, fu costretto a fare ritorno alle Frattocchie a causa di problemi di salute. Durante quel periodo il monastero divenne mèta di molti gruppi giovanili, ma anche di industriali, manager e finanzieri di primissimo piano che si recavano da Guala per un consiglio, una parola di conforto, un aiuto spirituale.

Il 27 novembre del 2000 la città di Torino gli conferì la cittadinanza onoraria. Un mese dopo, all’età di 93 anni, cessava di vivere.

da wikipedia

Omaggio a Michelangelo Antonioni

biblioteca Ariostea 2012

Nelle sale superiori c’era una mostra documentaria;tra gli spettatori vedete Maurizio Villani e Paolo Micalizzi

Factory Grisù

DestinationFilm-APS e il progetto Teatro Bianco presentano i questa primavera i nuovi corsi di formazione di cinema e di teatro.

Si parte con un primo workshop di teatro per principianti sabato 12 e domenica 13 marzo di 8 ore totali, tenuto dall’ attrice e formatrice Roberta Pazi:“Nel teatro tutto è possibile, le barriere si dissolvono, si scoprono altri mondi, altre vie, altre situazioni.

L’ ambiente protetto aperto e senza giudizi permette di esprimersi con più facilità, si possono sperimentare la coesione, lascolto attivo, la collaborazione, facendo un primo percorso tra gli strumenti dellattore: Il corpo, la voce, limmaginazione, le emozioni. Attraverso giochi ed improvvisazioni proveremo a sviluppare la concentrazione, lattenzione, la reattività, uno sguardo originale sullaltro e sul mondo

Nel fine settimana tra il 19 e il 20 marzo, invece troviamo due piccoli workshop compatti da 5 ore l’uno. Il primo affronta la dizione e l’ortoepia: come si producono i suoni della lingua italiana e quali sono le regole che sottendono al parlare correttamente la nostra lingua, evitando così le inflessioni dialettali. Nel programma troverete un accenno alla fonetica articolatoria e una esaustiva presentazione di come si pronunciano correttamente i suoni, attraverso materiali ed esercizi da portarsi a casa e il secondo le tecniche e le strategie per parlare in pubblico in modo efficace, esporre, dirigere una riunione, condurre un colloquio di lavoro. Entrambi gli appuntamenti sono tenuti da Roberta Pazi.

Troviamo poi il 26 e 27 marzo,Sbagliando si inventa” workshop di improvvisazione teatrale tenuto da Gianluca Esposito.

Tutti gli workshop si svolgono presso il Laboratorio Aperto Ferrara all’ ex teatro Verdi in via Castelnuovo, 10.

Alessandro Rocca e Martina Mele, filmmaker e registi emergenti, presentano il laboratorio di cinema “Viaggio attraverso l’impossibile” presso Factory Grisù (via Poledrelli, 21) a partire da martedì 22 Marzo. Il corso propone di fornire ai suoi partecipanti gli strumenti teorici e pratici necessari per la realizzazione di un audiovisivo in generale, nello specifico di un cortometraggio. Il laboratorio analizzerà le tre principali fasi della realizzazione di un cortometraggio: la Pre-Produzione, le Riprese e la Post-Produzione, con particolare attenzione alla sceneggiatura, alle modalità di ripresa, alla fotografia, alla regia e al montaggio. Durante gli incontri verranno proiettate e analizzate sequenze e scene di film e si faranno riferimenti alla storia del cinema.

Per informazioni per i Workshop di Teatro:

info@teatrobianco.it

Cell. 329 2120609

Per informazioni per il Laboratorio di Cinema:

destinationfilmmr@gmail.com

Cell. 333 6944283

Indirizzo: Via Mario Poledrelli, 21, 44121 Ferrara FE