La legge di Jante

E’ vero, è una realtà comune a tutti, ma non solo ai piccoli paesi
anche alle città medie e alle città grandi e alle metropoli e alle intere nazioni.
Non ha nulla a che fare con la ristrettezza e la chiusura di una piccola comunità
è una forma mentale dell’essere umano in quanto tale
ed è anche una delle sue tipiche contraddizioni irrazionali.

Da un lato cerca la “protezione” di un gruppo omogeneo e compatto nel quale identificarsi,
una reazione spontanea e forse atavica, e il gruppo può essere il paese, ma anche l’intera città o il rione dentro la città, o la nascita, la lingua, il condividere ricordi che escludano qualcuno
facendo sentire sé stessi alfieri di un qualcosa di più antico e profondo e quindi implicitamente più buono e giusto.

Ma dall’altro tutti vogliono trasgredire, a tutti va stretta questa dimensione,
a tutti quelli che non riescono ad avere all’interno del gruppo una posizione dominante
e pure agli stessi leader, anzi a maggior ragione.

Perché in verità non c’è nessuna forma di protezione all’interno del gruppo,
anzi, si è bersagli. Perché in mancanza di un nemico più importante,
e di veri nemici non ce ne sono in genere, perlomeno non qui e non ora, la lotta tra “buoni e cattivi”
divampa all’interno del gruppo stesso, che alimenta invidie, gelosie, giudizi e punizioni
che non sono mai giusti ma solo lo sfogo delle frustrazioni personali ed inconsce dei membri più influenti
dei gruppi stessi.

Fabio Smolari

Ringraziamento

Radio Alto Ferrarese, che operò a Bondeno dal 1979 al 1981; cogliamo l’occasione per una breve illustrazione del fenomeno delle radio libere a Bondeno.

La liberalizzazione dell’etere avvenne nel 1975 e, immediatamente nacque Radio Bondeno, in via Carmine con un mobiliere come sponsor e un gruppo di ragazzi, coordinati da Arveda e Cavallini, come collaboratori. Direi che l’entusiasmo era quello che caratterizzava questa prima esperienza. Le scelte successive cercavano, se mi è permessa questa interpretazione, di crescere su due versanti, non necessariamente contrapposti, l’economico e il culturale. Nacquero così, pressocché contemporaneamente, Radio Hockey e Radio Alto Ferrarese. Della prima non posso dire molto, tranne che erano nostri concorrenti diretti, visto che io e altri fummo tra i fondatori della seconda. Nelle nostre intenzioni la radio doveva essere un mezzo democratico e dal basso per scambiare opinioni e riflessioni (più o meno come questo Bondeno.com, insomma), ma anche un’occasione di divertimento nel cimentarsi con un mezzo tecnico relativamente nuovo. Potrà sembrare strano oggi, ma avevamo la radio e non il telefono (che fece poi la fortuna di tante trasmissioni anche televisive), non per nostra scelta, ma perché all’epoca mancavano le linee telefoniche e bisognava aspettare che qualcuno rinunciasse al suo per averlo! Quando arrivò, nella seconda sede di Via Fermi, era già troppo tardi: la radio aveva cambiato conduttori ed indirizzo e si avviava ormai verso la liquidazione. La prima sede, per chi non lo sapesse, era in via De Amicis 7: si entrava da quella galleria che, proprio in questi giorni, è stata demolita dalle ruspe…segno dei tempi?

In seguito fu fatta una legge che consentiva di trasmettere solo a Radio con ben altri capitali dei nostri (un po’ quello che sta succedendo con Internet) e, per quel che mi risulta, negli anni ’90 Lorenzo Guandalini mise in piedi Rete Radio, sempre qui a Bondeno, ma facente parte di un network per cui, in pratica, raccoglieva pubblicità, anche se qualche trasmissione locale veniva fatta. Ad ogni modo, come già detto, queste notizie si basano su ricordi personali, per cui invito tutti quelli che volessero integrarle ad usare lo spazio su Facebook:

https://www.facebook.com/groups/radioaltoferrarese/

radioaltoferrarese@groups.facebook.com

Radio Alto Ferrarese (elenco trasmissioni reperibili in rete)

Questa emittente iniziò le trasmissioni, sui 92,9 e 98 Mhz, a Bondeno, in Via De Amicis 7, il 14 ottobre 1979 e le concluse il 31 gennaio 1981 , coinvolgendo, nella sua conduzione, una cinquantina circa di persone. La ricordo qui per la sua unicità, che considero tuttora insuperata (a cominciare dal logo, che vedete sullo sfondo, opera dell’Arch. Carlo Polastri, realizzato prima di quello della RAI).

All’insegna di “niente dediche, liscio e musica da discoteca” si poneva, come al solito, contro corrente rispetto alle radio commerciali tradizionali, con le caratteristiche che la nuova legge sull’emittenza assegnava alle radio strettamente locali, ricavando ovviamente lo stretto necessario per la sopravvivenza (pagando anche tutte le tasse e imposte!).

Per un doveroso ringraziamento a quanti prestarono gratuitamente la loro opera, riporto il palinsesto al 10-3-1980, scusandomi per involontarie omissioni:

ore 14-15 LA PULCE AL LACCIO , improvvisazioni e musica a cura di

Barbara Vassalli, Carla Scapinelli, Stefano Gamberini, Rita Guandalini, Manuela Saletti, Cosetta Campagnoli, Antonella Bonifazzi, Carlo Guandalini.

ore 15-16 IL BARONE FOLLE musica leggera a cura di

Antonio Martinozzi, Fabio Ferri

ore 16- 16:30 RUBRICHE a cura di

Botti (Sport); Paolo Giatti (Cinema e libri) Raffaele Alessandri e Pier Giorgio Cornacchini (TV); Carla Scapinelli e Barbara Vassalli (Turismo); Carlo Polastri e Cristina Marchetti (Teatro).

ore 16:30-17 RUBRICHE a cura di

Carlo Torri, Francesco Mattioli, Mauro Mestieri (Musica); IL GIGANTE NANO (attualità e costume) a cura di Alberto Chierici, Erica Bellocchio, Luca Baldissara; LA SCIENZA IN TASCA a cura di Alessandro Zanetti, Stefano Masini, Roberto Boccafoglia; LA POMPA a cura di Cristina Guerzoni e Tiziana Baraldi.SONORO VARIABILE, a cura di Patrizia e Andrea Costa.

ore 17-18 I GIORNI CANTATI (cantautori e musica italiana) a cura di

Francesco Mattioli, Andrea Guerzoni, Daniele Po

ore 18-19 DI TUTTO UN POP a cura di

Mauro Mestieri, Paolo Alberti, Stefano Marchetti, Luca Langianni

ore 19-20 DAL NASO AL CIELO, testi e musiche a cura di

Riccardo Gavioli, Paola Venturi, Monica Maffei, Laura Gallini, Barbara Vassalli

ore 20-21 POP HISTORY a cura di Marco Dondi, Pierpaolo Pancaldi

  JAZZ a cura di Piergiorgio Massaretti e Daniele Pisa;

  CLASSICA a cura di Fabrizio Barbieri

ore 21- 21-30 replica rubriche musicali e di attualità

ore 21:30 – 22:30 HOT RATS musica di ascolto a cura di

Luigi Migliari, Emanuela Gavioli, Daniele Po, Carla Scapinelli

ore 22-30 – 24 No stop music a cura di A.C.Torri

Domenica e festivi: no stop music dalle 14 alle 24



Sostegno attività

L’Amministrazione ha emanato misure straordinarie per il sostegno alle attivita di prossimità in locali con vetrina e microimprese artigiane ad impatto locale a seguito dell’emergenza da covid-19. Circa 100mila euro i fondi a disposizione.

Il bando è consultabile presso la sezione del sito web del comune ‘bandi vari‘.

Possono presentare richiesta per ottenere i contributi leseguenti due tipologie di attività:

1) imprese esercenti la propria attività di prossimità in locali aperti al pubblico con accesso e vetrine poste al piano terra. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti in apposito albo, le banche, le attività finanziarie e assicurative, le farmacie (legge 2 aprile 1968, n. 475), i centri massaggi di benessere, le medie e le grandi strutture di vendita al dettaglio di cui all’art. 4, comma 1, lettere e) ed f) del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 e s.m.i., le attività industriali;

2) microimprese artigiane in sede fissa regolarmente iscritte all’Albo delle Imprese Artigiane

Le domande devono essere presentate dal 5 al 25 novembre, termine ultimo.

Cosulta qui l’avviso pubblico

Scarica qui il modello di domanda

Per tutte le informazioni sul bando clicca qui

Via Palingenio

Le informazioni biografiche certe sull’autore dello Zodiacus vitae sono molto scarse. Alcuni dati biografici possono essere desunti dallo stesso Zodiacus vitae. L’autore sarebbe vissuto a Roma durante il pontificato di Leone X (1513-1521), avrebbe visitato l’eremo di S. Silvestro sul monte Soratte e avrebbe letto il Libellus Aureus de lapide a vesica del medico Mariano Santo, stampato nel 1522; una sua composizione è contenuta nell’opera Parthenias liber in divae Mariae historiam di Marco Probo Mariano, pubblicata postuma a Napoli nel 1524[2]. Nel maggio 1535 era insegnante di lettere umane a Forlì[3], città facente parte dello stato pontificio. L’ultima data che ne testimonia l’esistenza in vita è quella del 26 ottobre 1537, allorché ricevette un compenso per le lezioni tenute a Forlì. Era sicuramente morto nel 1551, anno di stampa dei Dialogi duo de poetis suorum temporum di Lilio Gregorio Giraldi, nel quale si dà notizia che il cadavere di Marcello Stellato era stato riesumato e bruciato per empietà

fin qui Wikipedia , poi su Facebook oggi Marco Dondi annota:

A fine 800, ai limiti del centro abitato di Bondeno, fu modificato il corso del Canale di Burana per indirizzarlo verso la Botte Napoleonica, di conseguenza anche il ponte della Rana dalla posizione originale (si trovava circa di fronte ai cancelli dello zuccherificio) fu spostato in quella attuale per agevolare l’accesso da e verso il centro. A quel punto serviva anche una nuova strada che collegasse il centro con il ponte, questa ovviamente fu realizzata , ma per almeno una dozzina di anni restò senza nome, poi nel 1912 a seguito delle celebrazioni a Marcello Palingenio fu intitolata al poeta, che si credeva di origini bondenesi. Il nome restò fino al 1936, quando fu scelto di intitolarla a Vittorio Veneto. Chi era dunque il Marcello Palingenio che spesso appare nelle didascalie delle cartoline. In realtà si chiamava Marcello Stellato, ma nel suo poema filosofico per cui è diventato celebre “Zodiacus vitae” lui si firma in latino con il nome Marcellus Palingenius Stellatus, della sua vita si è sempre saputo poco e le cose meno certe sono sempre state le date ed i luoghi di nascita e di morte. Nel 1700 tale Jacopo Faccioli cominciò a diffondere la notizia che il Palingenio si chiamasse Pier Angelo Manzoli (o Manzolli) originario di Stellata e che il nome d’arte fosse l’anagramma di quello vero, la voce prese sempre più piede e così Bondeno pensò di aver ritrovato un suo figlio, perdipiù illustre. Ovviamente tutto quanto diffuso era privo della benchè minima documentazione. Ora tornando a studi recenti risulta che; a Stellata tra 500 e 600 non appare nessun Manzoli o Manzolli, l’anagramma del nome non è esatto, infine sembra che Marcello Stellato sia nato a Napoli ad inizio 1500 e deceduto a Cesena intorno al 1551. In conclusione il Faccioli ha raccontato un sacco di balle e i bondenesi per molto tempo ci hanno creduto (a corredo dell’articolo foto della sua collezione)

2 giugno

Ma le celebrazioni quest’anno non si limiteranno agli eventi in presenza, dal momento che sul sito web del Comune e sulla relativa pagina Facebook verranno caricati numerosi contributi audiovisivi. «In particolare – commenta soddisfatto il sindaco – i cittadini potranno visionare tre contributi del nostro storico locale Edmo Mori, che racconterà i fatti del 2 giugno, esaminerà il contesto socio-economico dell’epoca, e descriverà con immensa lucidità la società bondesana del secondo dopoguerra. Inoltre, sempre online verrà caricato il video sui valori della democrazia realizzato dal Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze in collaborazione con Spazio29/La Locomotiva. Si tratta di un prodotto in cui gli stessi giovani hanno curato tutte le fasi della produzione: dalla creazione della storia alla regia, passando per la recitazione. Il risultato – conclude Saletti – è un bel viaggio all’interno della storia e della democrazia. Per questo settantacinquesimo anniversario, cerchiamo quindi di dare a tutti i cittadini la possibilità di assistere alle celebrazioni, adottando formule sia tradizionali sia moderne».

http://comunebondenofe.it

Rocca di Stellata

Qualcuno chiedeva su FB chi ricordava come era quando in cima ci abitava una famiglia; la ristrutturazione partì proprio da una classe del liceo per iniziativa della insegnante di disegno che ci portò una classe per pulire almeno le suppellettili lasciate dagli occupanti.

Fu Biancardi, come sindaco, che prese l’iniziativa di dare il via ai lavori di restauro.