Panaro oggi

da Instagram

Ferrara , seguita da Rovigo  è la prima provincia italiana per quota di terreno esposto a rischio alluvioni con il 99, 9 per cento. Ci sono in Italia altre 5  provincie in cui il cui il rischio di inondazione riguarda oltre il 50 per cento del territorio e sono: Ravenna, Venezia, Mantova, Reggio Emilia e Bologna. Si tratta di dati che riassumono complessivamente un secolo di storia . E del resto la stesa Ispra  nel suo report 2021 sul dissesto idrogeologico rileva come l’Emilia Romagna sia la regione con la quota più elevata del proprio territorio esposta al rischio alluvione e questo per “la presenza di una complessa ed estesa rete di collettori di bonifica e corsi d’acqua minori che si sviluppano su ampie aree morfologicamente depresse, di tratti arginati spesso lungo alvei stretti e pensili, di regimazioni e rettifiche in specie nei tratti di pianura”.

Il grande freddo

Nella tradizione popolare a Bologna quando scende notevolmente la temperatura si dice che fa “un freddo del 32”. Molti ancora oggi pensano che il numero 32 sia stato lanciato per caso, a indicare un freddo agghiacciante, e che simboleggi una quantità indeterminata.

In realtà la tradizione di questo detto si appoggia a eventi realmente accaduti. Pochi sanno che in passato in Europa la situazione metereologica era tutt’altro che stabile, e i nostri antenati hanno assistito a delle notevoli escursioni termiche.

Per cinque secoli, dal Quattrocento all’Ottocento, nel nostro continente ci fu quella che venne chiamata “piccola era glaciale”.

Durante il XV secolo, in particolare, si registrarono le annate più fredde in assoluto. In Emilia, nell’inverno fra il 1431 e il 1432 il fiume Po gelò per oltre due mesi, sancendo uno degli inverni più freddi della storia. Qui compare per la prima volta il numero 32, quando questa stagione si inserì in una serie di inverni rigidi che durarono nel Nord Italia fino agli anni ’80 di quel secolo.

Non solo: nel 1490 si registrò l’inverno più rigido e lungo di Bologna. Il ghiaccio durò fino a primavera inoltrata, con temperature che sfioravano lo zero. Il 1’ giugno i cittadini bolognesi, attoniti, videro scendere ben 32 punti di neve (circa 90cm)..

Paralizzati per giorni dalla neve, i bolognesi hanno tramandato nei loro racconti l’inverno incredibile da loro vissuto e hanno fissato nella tradizione il numero 32 come immagine eloquente del grande freddo.

ATTENZIONE: Ovviamente sono spiegazioni di origine popolare, testimoniate da qualche vecchio scritto ma che non hanno una base scientifica

da Facebook

Sereno variabile

Esiste una correlazione tra le due improvvide decisioni. Per armarsi seguendo la volontà del padrone a stelle e strisce, proseguendo in una politica inesistente e servile, non occorre grande cultura. Per svolgere le mansioni assegnate –  camerieri o addetti al catering, anche bellico- basta un’istruzione sommaria. Si può affermare che l’Italia investe sull’ignoranza dei suoi giovani, tenacemente perseguita da decenni di incuria, innumerevoli fallimentari riforme scolastiche e, soprattutto, di clamorosa indifferenza nei confronti della cultura, il più rilevante patrimonio immateriale della nostra nazione.

Viene in mente la lirica del ventenne Giacomo Leopardi all’Italia: “vedo le mura e gli archi e le colonne, ma la gloria non vedo”. Due secoli dopo, le vestigia sono nascoste dagli orrendi parallelepipedi del centri commerciali e i muri imbrattati da improbabili geroglifici, le prestazioni di sedicenti artisti di strada. La bruttezza ha conquistato il Bel Paese- ridotto a marca di formaggio – sulle ali di un’ignoranza soddisfatta di sé, segno di un popolo imbarbarito che ha sostituito il look alla bellezza trasmessa dai padri.

Per le giovani generazioni italiane- le ultime di un popolo in estinzione? –  vediamo tre alternative. La prima riguarda il gregge: accettare la situazione e, all’italiana, cercare di trarne profitto personale. E’ la regola da otto secoli, da quando ci dividemmo tra Guelfi e Ghibellini per conto di stranieri.  La seconda, triste ma inevitabile, è emigrare, riprendere in mano il proprio destino rompendo con una nazione morente, indifferente ai suoi figli, disinteressata a riprodurre se stessa e trasmettere i tesori ricevuti di civiltà, conoscenza, cultura, prosperità a generazioni capaci di ridar loro vita. La terza opzione è lottare, da posizioni di minoranza – estrema, incompresa, spesso ridicolizzata- per rendere testimonianza a chi ci sostituirà come abitatori di questa piccola penisola. Non tutti vollero cancellare l’Italia, la cultura, il suo popolo, la sua lingua, il suo specifico ruolo nel mondo. Non tutti investirono sulla fine, l’oblio e l’ignoranza. Forse a qualcuno interesserà, domani o dopodomani. Oggi, non resta che stringere i denti, non cedere allo scoraggiamento, non contribuire al deserto che avanza.

L’articolo Se l’Italia investe nell’ ignoranza proviene da Blondet & Friends.

Siccità

𝗟𝗜𝗩𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗗𝗘𝗟 𝗙𝗜𝗨𝗠𝗘 𝗣𝗢: 𝗧𝗢𝗖𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗢𝗚𝗚𝗜 𝗜𝗟 𝗥𝗘𝗖𝗢𝗥𝗗 𝗡𝗘𝗚𝗔𝗧𝗜𝗩𝗢 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗜 𝟯𝟬 𝗔𝗡𝗡𝗜

𝘚𝘱𝘪𝘤𝘤𝘢 𝘪𝘯 𝘯𝘦𝘨𝘢𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘪𝘭 𝘥𝘢𝘵𝘰 𝘳𝘦𝘨𝘪𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘢 𝘗𝘪𝘢𝘤𝘦𝘯𝘻𝘢, 𝘮𝘢 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘴𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘮𝘰𝘯𝘪𝘵𝘰𝘳𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘦𝘷𝘪𝘥𝘦𝘯𝘻𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘭𝘦 𝘲𝘶𝘰𝘵𝘦 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘣𝘢𝘴𝘴𝘦 𝘥𝘢𝘭 1991. 𝘌 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘳𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘷𝘦𝘥𝘰𝘯𝘰 𝘢𝘭𝘭’𝘰𝘳𝘪𝘻𝘻𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘱𝘪𝘰𝘨𝘨𝘦 𝘴𝘶𝘧𝘧𝘪𝘤𝘪𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘰𝘱𝘳𝘪𝘳𝘦 𝘪 𝘧𝘢𝘣𝘣𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘯𝘥𝘦 𝘪𝘭 𝘷𝘪𝘢 𝘪𝘭 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘭𝘪𝘦𝘷𝘰 𝘢𝘨𝘳𝘪𝘤𝘰𝘭𝘰

Le odierne registrazioni idrometriche dei livelli delle portate del Grande Fiume hanno toccato le quote più basse dal 1991, ovvero degli ultimi trent’anni, come sottolineato da Meuccio Berselli, Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del fiume Po-Ministero della Transizione Ecologica, recatosi nel Comune Di Boretto, presso l’impianto consortile dove sono in corso le operazioni di movimentazione delle sabbie in vista dell’inizio della stagione irrigua per l’agricoltura.

𝗖𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗶𝗱𝗿𝗶𝗰𝗮, 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗼 𝗮𝗹 𝗺𝗶𝗻𝗶𝗺𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗶 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁’𝗮𝗻𝗻𝗶

La situazione idrologica peggiore di siccità estrema si segnala a Piacenza, dove gli indicatori si fermano a quota –0,49 metri per 293 mc/s (si veda la grafica nella tabella allegata), stesso contesto condiviso con Pontelagoscuro (Provincia di Ferrara) a quota –5,88 metri per 639 mc/s (sotto la prima soglia limite fissata a 650 mc/s). Minimi storici del periodo (con situazione di siccità severa) toccati anche a Boretto (Provincia di Reggio Emilia) –3,25 metri per 452 mc/s; e a Borgoforte (Provincia di Mantova Pagina Ufficiale) –2,57 metri per 567 mc/s.

Numeri di emergenza

Il Centro Operativo Comunale (COC) di Via Guidorzi è insediato 24 ore su 24, da oggi fino a venerdì 29 novembre 2019 compreso e, in particolare:

  • la Polizia Locale è in servizio presso la Centrale Operativa dalle 7,30 alle 24,00 e risponde al n. tel. 0532 899600
  • la Protezione Civile (Radio Club Contea Nord) è in servizio dalle 24,00 alle 7,30 e risponde al n. tel. 0532 898271

Si informa inoltre che:

  • è istituito il divieto di percorrenza delle strade arginali del fiume Po (Destra Po e Via Per Stellata);
  • è istituito il divieto di entrata o la permanenza nelle aree golenali per qualsiasi ragione, ivi comprese le attività ricreative (pesca sportiva, etc.) o imprenditoriali (agricole, etc.);
  • sono in corso di collocazione i prescritti pannelli informativi, che saranno installati presso le calate o gli accessi situati in prossimità degli argini fluviali interessati;
  • sono in corso i necessari contatti con i cittadini delle case ubicate in Via Argine Destro Panaro e Via Finalese ai quali saranno forniti i riferimenti da contattare in caso di emergenza.

 

Si ricomincia

KODAK Digital Still Camera

È allerta rossa. La Protezione Civile dell’Emilia-Romagna  ha diramato la nuova allerta che alza il livello di allarme al massimo grado. È valida dalla mezzanotte di martedì 26 novembre fino alla mezzanotte del 27 novembre.

Ecco il bollettino:

Valida dalle 00:00 del 26 novembre 2019 fino alle 00:00 del 27 novembre 2019
***ROSSA per piene dei fiumi per le province di PC, PR, RE, MO, FE, RA, BO; allerta GIALLA per frane e piene dei corsi minori per le province di PC, PR, RE, MO, per mareggiate per le province di FE*** Per la giornata di martedì 26 novembre si prevedono sul territorio regionale condizioni di stabilità atmosferica e assenza di fenomeni meteorologici significativi. La criticità idraulica nella zona H è ROSSA per il transito della piena del fiume Po con livelli idrometrici superiori alla soglia 3. Per i restanti fiumi la criticità idraulica è GIALLA nei tratti terminali prossimi alla confluenza nel fiume Po. La criticità idraulica nella zona F è ROSSA per il transito della piena del fiume Po con livelli idrometrici previsti superiori alla soglia 3. Per i fiumi Secchia e Panaro la criticità è ARANCIONE per il transito delle piene con livelli idrometrici superiori alla soglia 2, che si manterranno stazionari o in lenta diminuzione per la concomitanza della piena del fiume Po. La criticità idraulica nella zona D è ROSSA per il transito della piena del fiume Po con livelli previsti superiori alla soglia 3 nella sezione di Pontelagoscuro a partire dalle ora serali di martedì 26 novembre. Rimane la criticità GIALLA per il tratto vallivo del fiume Reno nella sezione di Gandazzolo. Sulla sottozona D2 la criticità costiera GIALLA è dovuta alle condizioni del litorale già interessato dai precedenti eventi di mareggiate e le previsioni di marea che sono al limite della soglia di attenzione.

Da Finale Emilia, il sindaco scrive:

 

Allerta meteo ROSSA: Il passaggio della piena del PO a livelli idrometrici molto alti, ha fatto scattare l’allerta rossa anche nel nostro territorio. Il livello idrometrico del Panaro a Finale Emilia per il momento non desta particolari preoccupazioni (è infatti al di sotto di soglia 2). Ma l’attenzione rimane molto alta per la problematica legata alla capacità del Po ad accogliere le acque del Panaro.
Il COC comunale è attivo ed anche la reperibilità immediata della Protezione Civile di Finale.
Vi terremo aggiornati
Sindaco

The post È allerta rossa Protezione Civile per la piena dei fiumi appeared first on SulPanaro | News.