Centri estivi

Dal 6 giugno al 9 settembre saranno attivi i Centri Estivi Comunali di Bondeno, per la prima volta dopo due anni senza le cosiddette ‘bolle covid’ che imponevano ingressi contingentati. Modulo di iscrizione scaricabile aprendo l’articolo.

Sono aperte le iscrizioni per tutti i bambini e i ragazzi dai 3 ai 14 anni, che potranno prenotarsi per una o più delle settimane disponibili, usufruendo degli appositi carnet. «L’allentamento della morsa pandemica consente di tornare alla normalità anche nei nostri centri estivi – commenta il sindaco, Simone Saletti –, un fattore indispensabile per tornare alla consuetudinaria socializzazione giovanile. Bambini e ragazzi hanno indubbiamente sofferto tanto le limitazioni dettate dall’emergenza sanitaria, ed è giusto che adesso tornino a riappropriarsi delle fondamentali abitudini che solo fino a due anni fa davamo per scontate».

I centri estivi comunali sono operativi, da giugno a settembre, dal lunedì al venerdì dalle 7.30 del mattino fino alle 17.30. L’iscrizione si effettua scaricando e compilando l’apposito modulo di richiesta riportata di seguito. Il pagamento delle tariffe dovrà essere effettuato tramite PagoPA, attraverso un modulo inviato via mail dagli uffici comunali. Bisognerà regolarizzare il pagamento prima dell’inizio della frequenza ai centri estivi.

«Le famiglie possono scegliere una duplice modalità di iscrizione – entra nel dettaglio l’assessore alle Politiche giovanili, Francesca Aria Poltronieri –: un carnet da 10 ingressi, del costo di 180 euro, oppure un carnet da 20 ingressi, del costo di 300 euro. Naturalmente, i carnet sono rinnovabili al termine dei giorni disponibili, e le famiglie possono scegliere liberamente in quali settimane portare i propri figli ai centri. Siamo soddisfatti che si torni alla normalità degli accessi – chiosa l’assessore –: lo stare insieme fa bene ai ragazzi di tutte le età, ed è giusto che finalmente i nostri giovani tornino a passare un’estate normale».

DOCUMENTI UTILI

Di seguito, le informazioni generali: Volantino

Di seguito, il modulo di richiesta di iscrizione: Modulo iscrizione

Storia locale

1° Maggio 1902. Fu inaugurata 120 anni fa la prima Casa del Popolo di Bondeno, il progetto fu di Giovanni Facchini e venne ubicata proprio di fianco al teatro comunale. Il discorso inaugurale fu tenuto dal noto politico socialista Camillo Prampolini. Appena due anni dopo, nel 1904, per motivi ancora oggi sconosciuti l’immobile venne venduto alla Società Operaia che ne fece la propria sede fino all’avvento della seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra fu ampliato e trasformato in pastificio dai fratelli Rossi.

oggi su fb

Sereno variabile

Esiste una correlazione tra le due improvvide decisioni. Per armarsi seguendo la volontà del padrone a stelle e strisce, proseguendo in una politica inesistente e servile, non occorre grande cultura. Per svolgere le mansioni assegnate –  camerieri o addetti al catering, anche bellico- basta un’istruzione sommaria. Si può affermare che l’Italia investe sull’ignoranza dei suoi giovani, tenacemente perseguita da decenni di incuria, innumerevoli fallimentari riforme scolastiche e, soprattutto, di clamorosa indifferenza nei confronti della cultura, il più rilevante patrimonio immateriale della nostra nazione.

Viene in mente la lirica del ventenne Giacomo Leopardi all’Italia: “vedo le mura e gli archi e le colonne, ma la gloria non vedo”. Due secoli dopo, le vestigia sono nascoste dagli orrendi parallelepipedi del centri commerciali e i muri imbrattati da improbabili geroglifici, le prestazioni di sedicenti artisti di strada. La bruttezza ha conquistato il Bel Paese- ridotto a marca di formaggio – sulle ali di un’ignoranza soddisfatta di sé, segno di un popolo imbarbarito che ha sostituito il look alla bellezza trasmessa dai padri.

Per le giovani generazioni italiane- le ultime di un popolo in estinzione? –  vediamo tre alternative. La prima riguarda il gregge: accettare la situazione e, all’italiana, cercare di trarne profitto personale. E’ la regola da otto secoli, da quando ci dividemmo tra Guelfi e Ghibellini per conto di stranieri.  La seconda, triste ma inevitabile, è emigrare, riprendere in mano il proprio destino rompendo con una nazione morente, indifferente ai suoi figli, disinteressata a riprodurre se stessa e trasmettere i tesori ricevuti di civiltà, conoscenza, cultura, prosperità a generazioni capaci di ridar loro vita. La terza opzione è lottare, da posizioni di minoranza – estrema, incompresa, spesso ridicolizzata- per rendere testimonianza a chi ci sostituirà come abitatori di questa piccola penisola. Non tutti vollero cancellare l’Italia, la cultura, il suo popolo, la sua lingua, il suo specifico ruolo nel mondo. Non tutti investirono sulla fine, l’oblio e l’ignoranza. Forse a qualcuno interesserà, domani o dopodomani. Oggi, non resta che stringere i denti, non cedere allo scoraggiamento, non contribuire al deserto che avanza.

L’articolo Se l’Italia investe nell’ ignoranza proviene da Blondet & Friends.

Il bosco del Mel

La prima sede era il Milanino, lo storico bar di piazza Costa gestito dal socio fondatore Adriano Melara, persona apprezzata e stimata dai bondenesi che lo chiamavano “Mel”.Alla sua scomparsa è stato deciso di ricordarlo,intitolandogli l’area golenale acquistata dall’associazione “Al Ramiol”

Alla confluenza tra il fiume Panaro ed il fiume Po, presso l’area golenale in località Rotta delle Vezzane di San Biagio, l’associazione ha realizzato un’area boschiva della superficie di circa 5 ettari.

Siccità

𝗟𝗜𝗩𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗗𝗘𝗟 𝗙𝗜𝗨𝗠𝗘 𝗣𝗢: 𝗧𝗢𝗖𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗢𝗚𝗚𝗜 𝗜𝗟 𝗥𝗘𝗖𝗢𝗥𝗗 𝗡𝗘𝗚𝗔𝗧𝗜𝗩𝗢 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗜 𝟯𝟬 𝗔𝗡𝗡𝗜

𝘚𝘱𝘪𝘤𝘤𝘢 𝘪𝘯 𝘯𝘦𝘨𝘢𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘪𝘭 𝘥𝘢𝘵𝘰 𝘳𝘦𝘨𝘪𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘢 𝘗𝘪𝘢𝘤𝘦𝘯𝘻𝘢, 𝘮𝘢 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘴𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘮𝘰𝘯𝘪𝘵𝘰𝘳𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘦𝘷𝘪𝘥𝘦𝘯𝘻𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘭𝘦 𝘲𝘶𝘰𝘵𝘦 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘣𝘢𝘴𝘴𝘦 𝘥𝘢𝘭 1991. 𝘌 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘳𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘷𝘦𝘥𝘰𝘯𝘰 𝘢𝘭𝘭’𝘰𝘳𝘪𝘻𝘻𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘱𝘪𝘰𝘨𝘨𝘦 𝘴𝘶𝘧𝘧𝘪𝘤𝘪𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘰𝘱𝘳𝘪𝘳𝘦 𝘪 𝘧𝘢𝘣𝘣𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘯𝘥𝘦 𝘪𝘭 𝘷𝘪𝘢 𝘪𝘭 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘭𝘪𝘦𝘷𝘰 𝘢𝘨𝘳𝘪𝘤𝘰𝘭𝘰

Le odierne registrazioni idrometriche dei livelli delle portate del Grande Fiume hanno toccato le quote più basse dal 1991, ovvero degli ultimi trent’anni, come sottolineato da Meuccio Berselli, Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del fiume Po-Ministero della Transizione Ecologica, recatosi nel Comune Di Boretto, presso l’impianto consortile dove sono in corso le operazioni di movimentazione delle sabbie in vista dell’inizio della stagione irrigua per l’agricoltura.

𝗖𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗶𝗱𝗿𝗶𝗰𝗮, 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗼 𝗮𝗹 𝗺𝗶𝗻𝗶𝗺𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗶 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁’𝗮𝗻𝗻𝗶

La situazione idrologica peggiore di siccità estrema si segnala a Piacenza, dove gli indicatori si fermano a quota –0,49 metri per 293 mc/s (si veda la grafica nella tabella allegata), stesso contesto condiviso con Pontelagoscuro (Provincia di Ferrara) a quota –5,88 metri per 639 mc/s (sotto la prima soglia limite fissata a 650 mc/s). Minimi storici del periodo (con situazione di siccità severa) toccati anche a Boretto (Provincia di Reggio Emilia) –3,25 metri per 452 mc/s; e a Borgoforte (Provincia di Mantova Pagina Ufficiale) –2,57 metri per 567 mc/s.