I nuovi peccati

Un incontro sui nuovi media digitali e sul loro utilizzo consapevole da parte degli utenti più giovani. La conferenza si svolgerà mercoledì 9 febbraio alle ore 18.00, e sarà tenuta dalle dottoresse Ilaria Galleran e Linda Borra, psicologhe del Sert di Ausl Ferrara.

Titolo della conferenza online: “Social o non social? Facciamo chiarezza”. «I social network sono uno strumento largamente diffuso specialmente fra i giovani, ma certamente non privo di potenziali rischi per gli utenti – commentano il vicesindaco con delega ai Servizi sociali, Francesca Piacentini, e l’assessore alle Politiche Giovanili, Francesca Aria Poltronieri –. Pertanto, un utilizzo consapevole dei nuovi media è fondamentale: i social offrono esperienze di condivisione di emozioni e di momenti piacevoli impossibili fino a qualche anno fa. Tuttavia – proseguono i due assessori –, si leggono spesso a livello nazionale storie dolorose di bullismo digitale, e questa pratica deve essere fortemente combattuta attraverso la consapevolezza sia dei giovani sia dei genitori. Dunque, si tratta di un incontro estremamente importante: ringraziamo Spazio29 e Ausl Ferrara per l’organizzazione e la disponibilità».

L’incontro online è gratuito e aperto a tutti, e si inserisce nelle finalità perseguite anche dal progetto Bull-Off contro bullismo e cyberbullismo. Per informazioni e per ricevere il link alla conferenza: 349 132 0796, oppure spazio29@comune.bondeno.fe.it.

Peccato che l’appuntamento fosse per ieri e il comunicato mi sia arrivato oggi

Wikipedia

Ciao paolo,

mi chiamo Jimmy Wales e sono il fondatore di Wikipedia. Circa un anno fa hai donato 10 € per mantenere Wikipedia online per te e per milioni di persone nel mondo. Ogni anno meno del 2% di utenti di Wikipedia sceglie di sostenere il nostro lavoro. Tu sei tra quei pochi e straordinari utenti che hanno donato e per questo voglio ringraziarti di cuore. Sono grato che entrambi crediamo di poter usare il potere di internet per il bene comune. Riusciremo a raggiungere questo obiettivo non individualmente, ma come movimento collaborativo di coloro che cercano la conoscenza. Insieme possiamo ricostruire la fiducia nella rete e, di conseguenza, negli altri.

Vuoi rinnovare il tuo aiuto con una donazione di 10 €?

È un po’ imbarazzante ammetterlo, ma devo essere sincero: il 98% dei nostri utenti non dona, semplicemente si volta dall’altra parte quando, una volta all’anno, chiediamo di fare una donazione. Abbiamo scelto che Wikipedia non diventasse un servizio a pagamento, ma ciò non significa che non abbiamo bisogno del supporto dei nostri lettori e delle nostre lettrici. Non mandiamo e-mail per la raccolta fondi ogni mese. Ti chiediamo solo, con assoluto rispetto, di fare una donazione quest’anno per permettere a Wikipedia di continuare ad andare avanti e di mettere la conoscenza al servizio del mondo.

Se oggi tutti coloro che ci hanno sostenuto in passato donassero una piccola somma, la nostra raccolta fondi sarebbe già conclusa. Sfortunatamente la maggior parte delle persone ignorerà questo messaggio. Non abbiamo altra scelta che rivolgerci a te: per favore, rinnova la tua donazione per permettere a Wikipedia di rimanere indipendente, senza pubblicità e di continuare a crescere ancora per i prossimi anni.

Siamo un’organizzazione non-profit. Ciò significa che non ci facciamo pagare per gli articoli che milioni di persone leggono ogni giorno su Wikipedia. Non guadagniamo dal tuo desiderio di conoscenza. Anzi, crediamo fermamente che il sapere debba rimanere fuori dall’ambito della domanda e dell’offerta. Oggi questo è tutt’altro che scontato. Infatti gran parte della conoscenza digitale globale è guidata dal profitto.

Wikipedia è diversa, perché non appartiene al miglior offerente, agli sponsor o alle grandi aziende. Appartiene a te, ai lettori e alle lettrici, agli editor e a coloro che scelgono di donare. Voi siete la nostra comunità, la nostra famiglia. Voi siete la ragione per cui esistiamo. Il destino di Wikipedia è nelle vostre mani e non vorremmo che fosse diversamente.

Sono i lettori e le lettrici come te che salvaguardano la nostra missione non-profit. Ci aiuti a mantenere la nostra integrità, la nostra qualità e la nostra accessibilità. Oggi, per favore, considera di donare di nuovo, o anche di aumentare l’importo della tua donazione, per mantenere Wikipedia libera e indipendente.

È questo il momento di chiedere aiuto: possiamo contare su di te? Rinnoverai la tua generosità con una piccola donazione? Permetterai a Wikipedia di rimanere online, indipendente e senza pubblicità e di continuare a crescere per anni.

https://donate.wikimedia.org

Grazie,
Jimmy Wales
Fondatore di Wikipedia

Nota: anche questo blog riceve un contributo annuale per rimanere libero dalla pubblicità

Sempre più vecchi

Fonte: Massimo Fini

Finalmente comincia a venire alla luce (ed è proprio il caso di dirlo, vedremo in seguito perché) il problema della denatalità. Se n’è accorto persino Federico Fubini in un editoriale, seppur molto arzigogolato, sul Corriere del 17 gennaio.

In Italia il tasso di fertilità per donna è di 1,3 (per arrivare a un pareggio demografico dovrebbe essere di 2, e qualcosina in più perché nel frattempo qualcuno, grazie a dio, muore). Siamo il Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone (dati Istat). Ma il problema, oserei dire il dramma, della denatalità e dell’invecchiamento non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo occidentale. Andando avanti di questo passo il mondo occidentale scomparirà a petto di quello mediorientale, arabo, islamico dove la fertilità per donna è del 2,5 o di quello nero africano dove le donne, nonostante tutte le difficoltà, continuano a fare figli (il tasso di fertilità è del 5).

All’origine di questo fenomeno di costante invecchiamento delle nostre società, che dovrebbe preoccupare un po’ più del Covid (anzi il Covid ha cercato, generosamente, di dare una mano) ci sono motivazioni culturali, sociali, economiche.

La prima è culturale. La donna di cultura occidentale pare essersi dimenticata di quella che è, antropologicamente, la prima delle sue funzioni: fare i figli. Nella grande storia antropologica dell’umanità (ma anche delle specie animali) la protagonista è la donna, proprio perché dà la vita, mentre l’uomo è solo un inseminatore transeunte. Lo dimostra anche una comparazione con il mondo animale. Il fuco più forte riesce a reggere la competizione con l’Ape Regina che lo porta ad altezze per lui insostenibili, la feconda, e poi muore perché la sua funzione finisce qui: l’Ape Regina è fecondata e piena di uova. La mantide religiosa subito dopo l’amplesso uccide, senza pietà, il suo amante perché il maschio ha esaurito la sua funzione: fecondarla.

leggi tutto su https://www.ariannaeditrice.it/articoli/sempre-piu-vecchi-e-meno-figli

Il pensionato

Lo sento da oltre il muro che ogni suono fa passare,
l’ odore quasi povero di roba da mangiare,
lo vedo nella luce che anch’ io mi ricordo bene
di lampadina fioca, quella da trenta candele,
fra mobili che non hanno mai visto altri splendori,
giornali vecchi ed angoli di polvere e di odori,
fra i suoni usati e strani dei suoi riti quotidiani:
mangiare, sgomberare, poi lavare piatti e mani.

Lo sento quando torno stanco e tardi alla mattina
aprire la persiana, tirare la tendina
e mentre sto fumando ancora un’altra sigaretta,
andar piano, in pantofole, verso il giorno che lo aspetta
e poi lo incontro ancora quando viene l’ ora mia,
mi dà un piacere assurdo la sua antica cortesia:
“Buon giorno, professore. Come sta la sua signora?
E i gatti? E questo tempo che non si rimette ancora…”

Mi dice cento volte fra la rete dei giardini
di una sua gatta morta, di una lite coi vicini
e mi racconta piano, col suo tono un po’ sommesso,
di quando lui e Bologna eran più giovani di adesso…

Io ascolto e i miei pensieri corron dietro alla sua vita,
a tutti i volti visti dalla lampadina antica,
a quell’ odore solito di polvere e di muffa,
a tutte le minestre riscaldate sulla stufa,
a quel tic-tac di sveglia che enfatizza ogni secondo,
a come da quel posto si può mai vedere il mondo,
a un’ esistenza andata in tanti giorni uguali e duri,
a come anche la storia sia passata fra quei muri…

Io ascolto e non capisco e tutto attorno mi stupisce
la vita, com’è fatta e come uno la gestisce
e i mille modi e i tempi, poi le possibilità,
le scelte, i cambiamenti, il fato, le necessità
e ancora mi domando se sia stato mai felice,
se un dubbio l’ ebbe mai, se solo oggi si assopisce,
se un dubbio l’ abbia avuto poche volte oppure spesso,
se è stato sufficiente sopravvivere a se stesso…

Ma poi mi accorgo che probabilmente è solo un tarlo
di uno che ha tanto tempo ed anche il lusso di sprecarlo:
non posso o non so dir per niente se peggiore sia,
a conti fatti, la sua solitudine o la mia…

Diremo forse un giorno: “Ma se stava così bene…”
Avrà il marmo con l’ angelo che spezza le catene
coi soldi risparmiati un po’ perchè non si sa mai,
un po’ per abitudine: “eh, son sempre pronti i guai” .
Vedremo visi nuovi, voci dai sorrisi spenti:
“Piacere”, “E’ mio”, “Son lieto”, “Eravate suoi parenti?”
E a poco a poco andrà via dalla nostra mente piena:
soltanto un’ impressione che ricorderemo appena…

Canzone per la prima volta pubblicata nell’album “Via Paolo Fabbri 43” del 1976

https://www.viafabbri43.net/testo-canzone/Il-pensionato

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Un assist per Giorgia

di

Mimmo Fornari31 gennaio 2022

Tra giorni della merla e passeri solitari è stato messo in tavola il solito piatto, quello in pratica che – servito caldo o freddo – ha lo stesso sapore, forse invecchiato di altri sette anni. Sergio Mattarella, come noto, è stato confermato presidente della Repubblica. Un bis figlio dei nostri tempi, salutato dai selfie di Enrico Letta e gli applausi a Cinque Stelle (la classica vittoria di Pirro) mentre la politica, immersa in maratone televisive e dialoghi tra premi Nobel (ci scusiamo con i premi e con Alfred Nobel), ha deciso di non decidere. O meglio, ha optato per la conservazione dello status quo, fedele a una linea, che è sempre la stessa: l’Italia non è un Paese per giovani (sia anagraficamente che di idee).

In questo quadro, il centrodestra – in perfetta simbiosi con gli altri schieramenti – ha collezionato una figura barbina, come ha puntualmente ricordato il nostro direttore, Andrea Mancia, nel suo editoriale. In un insieme di manovre senza patente Matteo Salvini, che si è ritrovato sulla testa la corona di kingmaker, dopo il ritiro dalla disputa per il Colle da parte di Silvio Berlusconi ha voluto guidare trattative e colloqui. E si è spremuto talmente tanto che, alla fine, quando ha aperto bocca, ha saputo dire due parole: Sergio Mattarella. Pensa un po’.

Il viaggio senza uscita del Capitano ha così aperto la strada a Giorgia Meloni, che adesso ha l’occasione per raccogliere i cocci e creare una nuova creatura. La leader di FdI, in una diretta Facebook, ha annunciato: “Da oggi lavoro per riformare il centrodestra, un centrodestra che possa regalare delle soddisfazioni a chi crede nelle nostre idee, nei nostri principi, nei nostri valori e non vuol essere trattato come un impresentabile, trattato come un cittadino di serie B, trattato dall’alto in basso da una sinistra presuntuosa. Per questo lavoriamo per ricostruire – ha spiegato – perché il centrodestra a livello parlamentare sicuramente è oggi polverizzato, però è ancora maggioranza tra gli italiani. E quegli italiani meritano una proposta politica che sia adeguata, che sia alla loro altezza”.

Giorgia Meloni, però, avrà la capacità e lo spessore di prendere in mano la situazione – come ha sottolineato il direttore Mancia – “aprendosi a un nuovo innesco di classe dirigente e abbandonando per sempre gli spazi angusti in cui, a volte, sembra volersi rifugiare”?

Un compito non da poco. Soprattutto, un salto verso il futuro, scrollandosi di torno quelle scorie che, tuttora, restano ancorate al passato. Di certo c’è che Salvini ha aperto una autostrada a Meloni, tra giorni della merla e passeri solitari. A Giorgia ora la palla. Gufi permettendo.

http://www.opinione.it/politica/2022/01/31/mimmo-fornari_meloni-salvini-elezione-mattarella-centrodestra-futuro/