Bundan Celtic festival

di Leonardo Rosa

Manca meno di una settimana all’inaugurazione dell’edizione 2017 del Bundan Celtic Festival e già cresce la febbre per l’evento presentato presso la Camera di Commercio di Ferrara.
Alla conferenza di presentazione della manifestazione che aprirà ufficialmente i battenti il 21 luglio, per concludersi domenica 23 nel parco golenale della Rocca di Stellata, erano presenti gli organizzatori del festival, i rappresentanti del Comune di Bondeno, della stessa Camera di Commercio di Ferrara, oltre naturalmente ad Alan Fabbri una delle anime dell’evento sin dalle prime edizioni è una. “Il Bundan Celtic Festival offre sempre numeri molto importanti – spiega il consigliere regionale – quest’anno ci aspettiamo dalle 30 alle 50mila persone. Anche per questo abbiamo raggiunto l’accordo con alcuni agricoltori per un allargamento dei parcheggi pari a 6 ettari e una doppia navetta gratuita che dalla stazione di Bondeno porterà gli spettatori sino a Stellata. Tre stand dove mangiare e bere – ha proseguito Fabbri -, con attenzione alle aziende del territorio, tra cui l’utilizzo della canapa alimentare, grazie a un accordo con la sagra della canapa di Madonna Boschi, il sidro, l’idromele, tanta ottima musica con gruppi di livello internazionale come i Led Farmers e i Rota Temporum, le rievocazioni storiche e tanto altro ancora. Nelle idee della Regione c’è la valorizzazione della Music Valley emiliano-romagnola dove Stellata avrà sicuramente un ruolo importante”.
Sull’aspetto rievocativo si è soffermato l’esperto Andrea Moretti, illustrando le novità: “Accanto ai grandi scontri tra i Celti e i Romani, quest’anno ci sarà la novità dell’esercito etrusco. Grazie a 250-300 figuranti daremo vita a una battaglia ricostruita nel dettaglio, dalle tecniche di guerra all’abbigliamento, passando per le armi”.
Marcello Micai ha posto l’accento su ulteriori aspetti organizzativi: “Sarà un festival rispettoso dell’ambiente: abbiamo sostituito la plastica con bicchieri e stoviglie biodegradabili, ma non solo: comprando il portacenere o la tazza di ceramica ufficiali della manifestazione si avrà uno sconto sulle consumazioni. E poi l’immagine – ha specificato l’organizzatore – abbiamo puntato sulla foto di un bimbo di Ponte Rodoni, Giulio Bruschi, protagonista di una locandina capace di catturare l’attenzione di 150mila visualizzazioni solo il primo giorno di pubblicazione su Facebook”.
Parole incoraggianti anche quelle del vicesindaco bondenese Simone Saletti: “Il Bundan è una festa che si anima di notte, ma che offre tantissime emozioni anche durante il giorno con un’ampia e originale offerta per bambini e famiglie. Stellata è sempre più il centro nevralgico degli eventi del territorio, come confermano i numeri delle prenotazioni alberghiere, che non si limitano al territorio bondenese ma anche su diversi comuni della provincia di Ferrara, del Veneto e della Lombardia, vista la sua posizione di confine”.
Un elogio confermato dal padrone di casa, il presidente della Camera di Commercio Paolo Govoni: “Questa del Bundan è un’operazione molto importante non solo per Bondeno e Stellata. Si tratta infatti di una efficace valorizzazione del territorio, puntando su storia, tradizioni e cultura. I turisti hanno dimostrato di apprezzare sempre di più la ricerca delle identità, con la conseguenza che l’evento offrirà ampie ricadute su un territorio molto più esteso di quello comunale”.
Il Bunda Celtic Festival ha ottenuto il contributo, oltre che il patrocinio della Regione, e vedrà la partecipazione dello stesso presidente della Regione Stefano Bonaccini nella serata di sabato 22.

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E da noi?

“Ritardi e insufficienze”, così la Cgil bocca la sanità nella Bassa”. La Cgil di Modena con i sindacati Spi e Funzione Pubblica ha incontrato la direzione sanitaria del distretto e dell’ospedale di Mirandola. Questo a conclusione delle iniziative organizzate nei mesi scorsi dallo Spi e rivolte alla cittadinanza, sul piano di sviluppo dell’ospedale di Mirandola e della sua integrazione con l’assistenza territoriale e con gli ospedali della rete.

Per la CGIL rimangono aperti alcuni temi dovuti a insufficienze e ritardi: le richieste della CGIL si sono concentrate in particolar modo sui tempi troppo lunghi per il completamento della Casa della Salute di Finale Emilia e l’implementazione dei relativi percorsi di cura e prevenzione, il potenziamento degli ambulatori  infermieristico e di rischio cardiologico, il ritardo del progetto sulle cure palliative dell’HOSPICE e la realizzazione dei posti letto di ospedale di comunità.

“Sottolineiamo, inoltre, la carenze del personale sanitario e di quello amministrativo, che non trovano adeguate risposte – dice la Cgil – servirebbe un investimento adeguato sulle diverse professionalità che permettano la tempestiva risposta ai bisogni del cittadino/utente”.

Nella nuova programmazione presentata in Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria i punti di avanzamento per l’ospedale di Mirandola saranno la riduzione dei tempi di attesa per i ricoveri chirurgici programmati, il centro per i disturbi del sonno e delle apnee notturne, inoltre a Mirandola saranno sviluppati gli interventi di anca, ginocchio e piede.

“Mentre esprimiamo interesse per il progetto presentato, – ribadisce la Cgil – riteniamo, però, necessario un investimento sull’assistenza domiciliare e di base che sia in grado di  sostenere il cambiamento del modello ospedaliero nella logica della partecipazione alla rete  che non lasci solo il cittadino una volta dimesso dagli ospedali per acuti. Facciamo, quindi,  nostra la preoccupazione di molti cittadini che vedono nel processo innescato dalla riorganizzazione dei servizi, il rischio di impoverire i territori più periferici”.

La CGIL sottolinea la necessità di una pianificazione aziendale che assicuri il funzionamento equilibrato di tutti i servizi territoriali come ribadito più volte anche nella Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria.

Allo stesso tempo, però, non ci stiamo a essere tirati per la giacchetta come sta succedendo in questi giorni sulla stampa locale da parte di alcune forze politiche e continueremo ad esprimere una nostra posizione autonoma e fuori dalle logiche elettorali, ma col solo obiettivo di tutelare gli interessi di cittadini e lavoratori.

 

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Ciclista morì investita, per gli altri corridori arrivano le multe

La donna di San Felice sul Panaro morì investita, ora per i corridori che correvano con lei in quella maledetta strada di Mirandola arrivano le multe. Infatti, il gruppo transitava su via Imperiale “su un tratto di strada vietato alle biciclette non rispettando la segnaletica come da ordinanza della Provincia di Modena”, si legge nei verbali arrivati in questi giorni a una decina di ciclisti in cui si chiede di pagare al più presto più di 70 euro.

L’incidente avvenne il 31 maggio poco dopo l’ora di pranzo, quando il gruppo di ciclisti si trovava sulla Sp 9 tra Massa Finalese e Mirandola. La sanfeliciana Lorella Vaccari era alla guida della sua bicicletta quando, fermandosi al semaforo, cadde per terra e vene travolta da un’auto che proveniva in senso opposto. Un incidente improvviso e imprevedibile che lasciò tutti sotto shock. Ma gli agenti di Polizia Municipale intervenuti per i rilievi, non poterono che constatare le violazioni al codice della strada che trovarono, e di cui ora si chiede conto.

Quanto avvenuto con le multe aggiunge rabbia a una situazione molto tesa. I ciclisti sono infatti sul piede di guerra, e sabato scorso hanno anche messo in piedi una manifestazione di protesta. La situazione è infatti surreale. Mentre da un lato le istituzioni pubbliche premono per rendere sempre più appetibile il turismo ciclabile nella Bassa, le strade decadono di giorno in giorno. Soprattutto quelle più isolate e meno frequentate dove viaggiare in bici sarebbe in teoria più sicuro. Ma invece di aggiustarle come sarebbe di buon senso fare, vengono messi cartelli di divieto di uso alle biciclette e limiti di velocità per tutti a 30 all’ora. La Provincia se ne lava le mani e spiega che le manutenzioni sono state fatte fino a due anni fa, poi tutti i soldi che in effetti ci sarebbero, vengono presi dal Governo a Roma.

http://www.sulpanaro.net/2017/07/ciclista-mori-investita/

La "Casa della Salute" a Finale

Venti posti letto per  il novello ospedale di comunità che sarà associato alla Casa della Salute di Finale Emilia, i cui lavori di ristrutturazione inizieranno tra pochi mesi, nel 2017, per offrire ai finalesi il nuovo servizio a partire dal 2019. E’ quanto emerso dal convegno sulla Casa della Salute organizzato oggi dallo Spi Cgil, che ha visto una affollatissima platea di cittadini interessati a conoscere presente e futuro del loro ex ospedale trasformato qualche anno fa in Casa della Salute con non poche polemiche. L’annuncio dell’avvio dei lavori è stato dato dal nuovo direttore del distretto Ausl di Mirandola Angelo Vezzosi, che ha spiegato come i posti letto che i finalesi attendono da anni arriveranno con la ristrutturazione del primo stralcio del vecchio ospedale, che sarà completata entro il 2019. Vezzosi ha fornito queste date garantendo la certezza delle scadenze. Come funzionerà? I posti letto per le lungodegenze si chiameranno “ospedale di comunità”, e saranno al secondo piano dell’edificio. Al primo ci sarà la Casa della Salute con gli ambulatori dei medici di base e dei pediatri, il primo soccorso, i servizi infermieristici eccetera eccetera. Saranno i medici di base, ha spiegato Vezzosi, a sommare alle loro attività anche la gestione dei posti letto.

Niente da fare, invece, per l’auto medicalizzata richiesta da tanto tempo. Ce l’hanno nel distretto vicino, ha ricordato Vezzosi, a disposizione per le emergenze e comunque l’elicottero arriva dovunque. (!)

A breve partirà un percorso partecipato in collaborazione con il Comune per far conoscere i servizi offerti dalla Casa della Salute che, ha illustrato l’infermiera capo Cinzia Minozzi, sono davvero tanti, e in crescita. Solo per le medicazioni, ad esempio, se ne fanno quasi due mila l’anno, e a ottobre si vedranno due nuovi servizi: la rilevazione della curva glicemica e lo sportello consulenza per le dipendenze.

Villa Finetti, invece, resterà vuota ancora almeno un paio di anni ha spiegato il sindaco Sandro Palazzi. La struttura serve per ospitare gli ambulatori che avranno bisogno di spazi nel passaggio dal completamento del primo stralcio dei lavori all’ex ospedale (appunto, nel 2019) e il secondo stralcio per ridefinire e organizzare gli spazi.

http://www.sulpanaro.net/2016/09/casa-della-salute-finale-lavori-partono-mesi-sara-pronta-nel-2019-20-posti-letto/

Lo storione migratore

BURANA, purtroppo un importante pezzo di storia del paese se ne va. Pietra tombale sulla prestigiosa Sagra dello Storione che aveva visto crescere una piccola festa a sostegno della squadra di calcio locale, fino a farla diventare il vero fiore all’occhiello del prestigioso circuito delle sempre più importanti sagre gastronomiche locali. Un esempio di collaborazione e dinamismo che in una piccola frazione come Burana aveva del miracoloso. Partita come Sagra del pesce di mare, ha avuto uno sviluppo ed un richiamo sempre più grande da quando si è voluto proporre lo storione nelle sue variegate e gustose ricette, sulla base anche di riscontri storici locali riferiti alla sua pesca nel vicino Po nei tempi passati. Artefice di questo nuovo sviluppo in positivo era stata senza dubbio Daniela Galliera che ci aveva sempre creduto fermamente, ma il merito è da condividere fra tutta la moltitudine di volontari, di tutte le generazioni unite insieme che hanno messo anima e corpo per la stupenda riuscita della manifestazione che usufruiva degli ambienti annessi all’impianto sportivo del paese che nell’ambito della Sagra, venivano costantemente abbelliti e valorizzati.
Il primo mortificante annuncio qualche giorno fa su La Nuova dove si leggeva:
“Appuntamento nel quartiere fieristico di Ferrara sabato 25 e domenica 26 febbraio con Liberamente, la fiera dedicata al tempo libero. Anche in questa 12ª edizione saranno presenti una ventina di sagre che proporranno ai visitatori assaggi gratuiti.
Ecco l’elenco: Sagra dello storione (Stellata); Festival dei risotti (Ferrara): sagra del pinzino e dell’arrosticino (Ferrara)……..”
Mentre ieri compariva sullo stesso giornale questo dettagliato articolo: “Lo storione trova casa sul Po
La sagra lascia Burana. La Terrazza sul Po nuova location”
http://lanuovaferrara.gelocal.it/…/lo-storione-trova-casa-s…

Letto l’articolo la mia lunga esperienza in determinati ambiti locali mi porta a fare alcune inevitabili considerazioni. La storica sagra di Burana viene trasferita a Stellata dopo che il presidente dell’associazione “Sagre e Dintorni”, al quale il Comune aveva affidato l’incarico esplorativo, non era riuscito lo scorso anno a mettere insieme un’associazione locale che mirasse all’esclusivo sfruttamento economico del grande prestigio che questo evento negli anni aveva saputo produrre con enormi sacrifici. Un’associazione che però doveva essere sotto l’egida della Pro Loco e non doveva assolutamente interessarsi di procurare alcuna attività sportiva nel prezioso e costoso impianto sportivo, come tra l’atro io avevo proposto mettendomi a disposizione sotto diverse forme. Solo con queste dettate e vincolanti caratteristiche sarebbero stati garantiti i preziosissimi contributi comunali. Più riunioni semideserte hanno sancito la nullità della proposta. Dopo una parvenza di “sagra dello storione”, affidata ad un professionista privato della ristorazione, messa in atto lo scorso anno nei locali del campo di Burana, ora la storica Sagra buranese emigra a Stellata. Se sulla nuova location non si può obiettare nulla per la fondata storicità legata alla pesca del prezioso pesce, non credo siano credibili le ragioni addotte per tale spostamento. Per me non è plausibile che gli ambienti dell’impianto sportivo di Burana non si possano utilizzare perchè in corso una diatriba legale fra Amministrazione ed ex società sportiva, nessuno ha mai messo i sigilli o sequestrato tali locali, anzi il medico di condotta del paese continua regolarmente a ricevere e visitare i pazienti proprio negli uffici della sede legale ed istituzionale della ex Società. Poi anche questa denuncia legale ben dettagliata nell’articolo, è del tutto evidente che sia stato “un fatto dovuto” dopo gli accertamenti messi in atto dalla G.di F. sui contributi comunali concessi alle varie associazioni. I fraterni storici ottimi rapporti tra l’ex presidente ed i vertici dell’Amministrazione Comunale porteranno di certo in breve tempo a risolvere la faccenda in una bolla di sapone, come anche il vicesindaco alla fine di questo articolo, chiaramente ed onestamente conferma ampiamente. A Burana piange il cuore per la partenza di tanti bei ricordi e piange ancor di più il cuore per quello che quì rimarrà in eterno. La Tribuna di Icaro, quella montagna di cemento armato, edificata con soldi pubblici che come un mega-monumento sta lì a ricordare ed ammonire le generazioni future sulla presunzione di voler volare troppo in alto senza averne i mezzi, in quanto si può correre il rischio, quello appunto occorso ad Icaro, di avvicinarsi troppo al sole che inevitabilmente gli ha sciolto le ali di cera, facendolo così precipitare tragicamente e rovinosamente a terra !

Lorenzo Berlato in FB