I ragazzi di Villa Emma

Anche quest’anno la Polisportiva “Chi gioca alzi la mano” ha rivolto agli studenti dell’IPSSC e del Liceo Scientifico del Centro Studi di Bondeno una proposta molto interessante per la commemorazione della Giornata della Memoria, che si è svolta presso il Centro Maria Regina della Pace. Si è scelto di rievocare un’esperienza di solidarietà e di grande umanità nell’obbrobrio della guerra e delle persecuzioni razziali, attraverso le parole della Dott.ssa Simona Bezzi, Direttrice della fondazione Campori di Soliera (MO) e collaboratrice della fondazione “I ragazzi di Villa Emma”di Nonantola: si tratta della vicenda dei 73 ragazzi ebrei aiutati e nascosti dalla popolazione nonantolana nel periodo tra l’aprile del 1942 ed il settembre del 1943, ricostruita dallo storico berlinese Klaus Voigt. La popolazione del paese ha saputo unirsi per aiutare questi giovani, sia nel periodo del loro soggiorno a Villa Emma, sia nell’accoglierli e nasconderli nelle proprie case a seguito dell’occupazione tedesca, per consentire loro di raggiungere la Svizzera; l’esito della loro fuga, durata complessivamente cinque anni attraverso l’Europa centro-orientale, fu felice per tutti, tranne che per un ragazzo ricoverato per tubercolosi presso un sanatorio sull’Appennino modenese al momento della fuga. Questa bella storia apre alla speranza: di fronte al male l’uomo può opporsi e, insieme ad altri uomini, dare testimonianza di solidarietà e rispetto per l’essere umano, che in quanto tale va sempre rispettato, aldilà di ogni diversità, come testimonia questo episodio di resistenza civile. Il Dott. Romano Gamberini ha, infine, sottolineato la necessità di attualizzare questi valori nel mondo di oggi, che presenta ancora tante e differenti forme di discriminazione, parlando ai giovani, che con consapevolezza devono costruire il futuro. La Dott.ssa Sharon Reichel, collaboratrice del MEIS di Ferrara, ha arricchito la mattinata presentando il Museo dell’Ebraismo ed invitando gli studenti a visitarlo, spiegando l’importanza di un Museo della storia ebraica e la necessità di conoscere questa cultura tanto intrecciata con la nostra. Trait d’union con la vicenda di Arpad Weisz rievocata lo scorso anno, è stata la partecipazione all’incontro del Prof.Stefano Salmi, ricercatore presso la Facoltà di Storia Contemporanea dell’Università di Bologna, che ha aggiornato gli studenti sui progressi compiuti quest’anno dal Club Internazionale dedicato ad Arpad Weisz di cui è presidente e fondatore. Una mattinata intensa che ha senz’altro lasciato alle coscienze di ciascuno di noi molti motivi di riflessione.

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

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