Museo dell'ebraismo a Ferrara

Il progetto vincitore
Per la qualità della soluzione proposta che vede un intervento misurato e flessibile, di grande permeabilità urbana. Notevoli le potenzialità comunicative sul piano simbolico”. Con queste motivazioni la giuria ha selezionato il vincitore del Concorso Internazionale per la progettazione del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, una delle gare attualmente più attese per i significati e per l’ambizione a livello di qualità architettonica del progetto.
Il concorso richiedeva una proposta progettuale volta a recuperare alla città il complesso delle ex Carceri di via Piangipane per farne un museo che divulghi la storia, il pensiero e la cultura dell’ebraismo ed ospiti convegni e mostre sui temi della pace e della fratellanza tra i popoli. 52 in totale le proposte giunte, esaminate dalla Giuria composta da Roberto Bonfil, dagli architetti Guido Canali, Margherita Guccione, Carlo Magnani, e presieduta dal Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna Carla Di Francesco.
Vincitore del primo premio è risultato lo studio Studio Arco-Architettura di Bologna – in collaborazione con lo studio Scape di Roma, con l’architetto Michael Gruber e con Kulapat Yantrasast -, al quale andranno 60mila euro e l’incarico per la progettazione della struttura museale che avrà un costo presunto di 30 milioni di euro. Il museo, che si svilupperà con una superficie di 8000 mq circa, è “come un diaframma permeabile che simbolicamente parla alla città con la narrazione incisa sulle pareti diafane”. La proposta vincente ha convinto anche “per la sua forte espressività simbolica e l’equilibrio compositivo. La concezione architettonica della struttura è aperta, ed il Museo è anche parco, limite, percorso, libro, piazza, strumento di comunicazione; il vetro ne è protagonista e plasma lo spazio organizzato in una struttura trasparente permettendo uno scambio interno/esterno”.

[exibart]

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

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