Blocco Auto


Dal Comune di Finale riceviamo il seguente comunicato:”l 25 febbraio ci sarà il blocco del traffico nei centri abitati di molte città, per dare un segnale forte ad un problema che sta diventando drammatico: sappiamo tutti che di smog si muore.
Il Comune di Finale Emilia ha ritenuto di non aderire per una semplice ragione: sono troppe le deroghe al provvedimento, e si rischia comunque di concentrare tutto il traffico nella fascia esterna del centro abitato. Pertanto si è ritenuto che a fronte di un blocco che sarebbe più formale che sostanziale, sia più efficace unopera di sensibilizzazione verso i cittadini invitandoli ad adottare comportamenti virtuosi: usare lauto in più persone, non tenere il motore acceso durante le soste, privilegiare la bicicletta o una passeggiata a piedi. Questi comportamenti, ovviamente, andrebbero estesi sempre e non solo per qualche domenica. Dato che il problema è strutturale, cioè i nostri centri abitati sono ormai soffocati dallinquinamento, occorrono scelte radicali, a partire dagli stili di vita individuali.
Il Comune, da parte sua, si impegna a condurre una campagna di sensibilizzazione per un uso razionale dei mezzi privati e per favorire scelte alternative, non inquinanti, nel rispetto di sé, del prossimo e dellambiente”
A Bondeno invece, domenica 25, ci sarà.
Qui ci limitiamo a far notare che la tendenza di chi ci governa è scaricare sui cittadini le “colpe” per una politica economica che non dipende certo da noi.

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

1 commento su “Blocco Auto”

  1. Concordo sul fatto che l’inquinamento è in larga parte dovuto a fonti “non dipendenti” strettamente dai cittadini, ma ricordiamoci di usare i mezzi in maniera intelligente. In estate, ad esempio, vedo un sacco di persone che abitano nel centro di Bondeno, prendere l’automonile per andare da Ciok!
    Secondo me ognuno deve ritenersi responsabile per il suo piccolo,e fare ciò che è nelle sue capacità per non inquinare. Il fatto e che è una questione di stile di vita, di chi è abituato ad un abuso delle risorse, che difficilmente sentirà l’esigenza nel suo piccolo di “risparmiare”, percependo il suo contriubuto inquinante come irrisorio.
    Qui spetta a chi governa “trovare” un metodo per sensibilizzare a livello della popolazione tutta, il problema non percepito come tale dal singolo.
    La domenica a piedi bondesana è servita relativamente, chi veniva dalle frazioni (come il sottoscritto) doveva parcheggiare fuori (non disponendo il nostro comune di mezzi pubblici era impossibile il loro utilizzo), con la pioggia era difficoltoso anche l’uso della bicicletta. Invece chi abitava all’interno della zona di blocco, girava dentro e fuori tranquillo, visto che abitando all’interno, non gli poteva essere impedito il transito.

    Penso sia stato uno strumento inidoneo alle finalità previste, nonché ha creato distinzioni tra i cittadini, penalizzando chi ha più giustificate esigenze rispetto a chi abusa solitamente dell’aria bondesana.

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