Ospitale

Un Febbraio di metà anni 80: la foto è ripresa con “zoom” dopo la stazione di Ospitale in direzione del ponte ferroviario sul Cavo Napoleonico … è ben evidente il casello ferroviario un tempo abitato da Mario Gavioli, dipendente della FSF e bravissimo cantante di lirica, e la sua famiglia. La moglie Anna svolgeva il ruolo di casellante quando la ferrovia scorreva più bassa e c’era un passaggio a livello sulla strada, nota come Via delle Rose, che collegava Ponte Motte con il borgo detto “Arginone” in quanto sorto sugli antichi argini del Po e del Panaro che in questa zona confluivano. Io vi ho abitato fino al 66 e ricordo bene quelle sbarre, perchè ci ho sbattuto la testa nel tentativo di passarci sotto in biciclino 😭 … verso la metà degli anni 60 fu poi realizzato il tratto ferroviario rialzato che collegava e metteva allo stesso livello i ponti sul Panaro e sul Cavo. 🥰

Marco Dondi

CCSB

Centro Culturale Scientifico Bondenese: fu fondato all’interno del liceo scientifico Roiti di Bondeno, i partecipanti si riunivano in via Fermi, poi i fondatori confluirono in Radio Alto Ferrarese nel 1980.

la rubrica si chiamava : LA SCIENZA IN TASCA a cura di Alessandro Zanetti, Stefano Masini, Roberto Boccafoglia

In seguito l’attività che si sviluppò a Bondeno fu l’astronomia

Tuttora trovate su Facebook foto e articoli sul tema

Davide Formenti e Giovanni Mongini terranno una conferenza alla biblioteca Bassani di Ferrara il 9 febbraio alle 17 di cui abbiamo già dato notizia nel blog

Biblioteca Bassani

Giovedì 9 Febbraio 2023 Ore 17.00

GLI ESPLORATORI DELL’INFINITO

presentazione del saggio di Giovanni Mongini e Davide Formenti

Uno dei gesti che è diventato più obsoleto in questa nostra cosiddetta civiltà moderna, è quello di levare gli occhi al cielo per poter guardare, per quanto possibile, la volta stellata. Per chi sogna, per chi è abituato a usare la fantasia, questi mondi fantastici sono il retaggio di un nascosto desiderio: non essere soli nell’universo.
Cinema e letteratura si uniscono, in questo accattivante saggio, in un abbraccio che vale un infinito e che aggiorna in modo esauriente la storica edizione del 1976 “Storia del cinema di fantascienza” a cura di Giovanni Mongini.
Giovanni Mongini e Davide Formenti presentano una guida per muoversi nel fantastico mondo della fantascienza sul grande schermo
Modererà l’incontro la giornalista Cinzia Berveglieri.

Giovanni Mongini Tra i maggiori specialisti mondiali di cinema SF (Science Fiction), è nato a Ferrara nella frazione di Quartesana, e si è dedicato alla fantascienza fin da giovane; i suoi interessi hanno da sempre spaziato dal cinema alla narrativa, ma è con il primo che ha trovato il successo. È stato produttore cinematografico ed è stato il primo, assieme alla figlia Claudia, a gestire una cineteca specializzata, da alcuni considerata tra le più fornite al mondo.
Davide Formenti è ingegnere e responsabile del Reparto sviluppo SW e R&D dell’azienda Bonfiglioli Engineering ed è membro dell’Associazione Scrittori Ferraresi. 
 
Informazioni allo 0532797414 o scrivendo a info.bassani@comune.fe.it Scarica la locandina esploratori_dell_infinitoda_pubblicare.pdf

Sala Auditorium

Info 0532797418-414 mail info.bassani@comune.fe.it

Prima repubblica

Con tutti i difetti che aveva la Prima Repubblica, almeno aveva il pregio di far emergere chi lo meritava, ovvero chi dimostrava le proprie capacità e preparazione sul campo. Oggi invece l’onestà e il merito sono brutti difetti che ti fanno estromettere dalla politica, nel generale disinteresse della gente emerge il capo perchè è il più furbo che poi si circonda di soli yesman, di scarsa preparazione e che non abbiano alcuna capacità critica.

L0renzo Berlato

dal Facebook di oggi

La sanità è cosa loro

Non è mica vero che abbiamo a che fare con un cento dirigente inconcludente, inetto e inefficace. Basta guardare alla determinazione e alla potenza distruttiva con la quale è stato portato in porto il processo di demolizione della sanità pubblica ben prima dell’epocale evento pandemico, grazie alla umiliazione in termini di riconoscimento e remunerazione del personale, ai tagli impressi ai finanziamenti e per contro invece le risorse offerte generosamente al settore privato beneficato da disposizioni di carattere fiscale (esenzione dell’Iva estesa alle strutture private, incentivi concessi dallo Stato alle assicurazioni calcolati nell’ordine di 6 miliardi) oltre che da prodighi stanziamenti.

Non c’è regione che non abbia approfittato dell’ampia delega ricevuta per stringere alleanze e non temporanee associazioni d’impresa con l’impero dell’assistenza e della cura private, come è accaduto nel Lazio dove ancora una volta è stato concesso a fare da padrone a Antonio Angelucci, deputato della Lega, ex portantino del San Camillo diventato tycoon, alla guida del gruppo San Raffaele, uno dei colossi del settore e attivo anche nell’immobiliare e nell’editoria. È proprio lui che grazie ai prodighi uffici del presidente ha potuto giovarsi a fine anno di una strenna celata nelle disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale 2022, nel cui contesto una manina benevola, in una notte di novembre, ha inserito una disposizione che consente alle strutture che avevano perso l’accreditamento (come è avvenuto nel caso della Rsa di Rocca di Papa di proprietà di Angelucci, dove vennero registrati 168 casi di contagio e 43 decessi) durante l’emergenza Covid, di ottenerne il ripristino con i conseguenti benefici.

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2023/01/24/la-sanita-e-cosa-loro

Concorso

La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bondeno, in collaborazione con il Comune, ha bandito la 28ma edizione del concorso letterario a tema “La “Felicità” è …”, in memoria dell’indimenticato Presidente Andrea Bergamini.

L’iniziativa resta una delle rare opportunità di partecipazione gratuita con importanti riconoscimenti ai vincitori di tutte le categorie: alunni e studenti di ogni ordine e grado, adulti e amanti del vernacolo.

È utile ricordare, che il successo dell’iniziativa è legato, oltre alla qualità delle opere, anche al numero dei concorrenti. Pertanto, quanto premesso, resta un caloroso invito alla partecipazione.

Il grande freddo

Nella tradizione popolare a Bologna quando scende notevolmente la temperatura si dice che fa “un freddo del 32”. Molti ancora oggi pensano che il numero 32 sia stato lanciato per caso, a indicare un freddo agghiacciante, e che simboleggi una quantità indeterminata.

In realtà la tradizione di questo detto si appoggia a eventi realmente accaduti. Pochi sanno che in passato in Europa la situazione metereologica era tutt’altro che stabile, e i nostri antenati hanno assistito a delle notevoli escursioni termiche.

Per cinque secoli, dal Quattrocento all’Ottocento, nel nostro continente ci fu quella che venne chiamata “piccola era glaciale”.

Durante il XV secolo, in particolare, si registrarono le annate più fredde in assoluto. In Emilia, nell’inverno fra il 1431 e il 1432 il fiume Po gelò per oltre due mesi, sancendo uno degli inverni più freddi della storia. Qui compare per la prima volta il numero 32, quando questa stagione si inserì in una serie di inverni rigidi che durarono nel Nord Italia fino agli anni ’80 di quel secolo.

Non solo: nel 1490 si registrò l’inverno più rigido e lungo di Bologna. Il ghiaccio durò fino a primavera inoltrata, con temperature che sfioravano lo zero. Il 1’ giugno i cittadini bolognesi, attoniti, videro scendere ben 32 punti di neve (circa 90cm)..

Paralizzati per giorni dalla neve, i bolognesi hanno tramandato nei loro racconti l’inverno incredibile da loro vissuto e hanno fissato nella tradizione il numero 32 come immagine eloquente del grande freddo.

ATTENZIONE: Ovviamente sono spiegazioni di origine popolare, testimoniate da qualche vecchio scritto ma che non hanno una base scientifica

da Facebook

Gente di Bondeno

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